Sicurezza
Lucca, scoppia il caso della Rete dei Patrioti in processione
La Curia: «Nessuna autorizzazione». Il sindaco Pardini al consigliere Bianucci: «Non ci sono legami tra amministrazione e quel gruppo»
LUCCA. Nessuna autorizzazione e nemmeno un’infomazione preventiva sulla presenza della Rete dei Patrioti alla Luminara. Una presenza scomoda che i diretti interessati al contrario valorizzano e diffondono.
È un’adesione alla processione che fa discutere quella della Rete dei Patrioti che aveva contestato il Toscana Pride accusando il Comune di non aver fatto abbastanza per impedirlo e ora auspicando «di vedere nei prossimi mesi iniziative di segno opposto, in sostegno alla vita e alla famiglia tradizionale, patrocinate dal Comune di Lucca».
È l’arcivescovo, monsignor Paolo Giulietti a precisa che «in riferimento alla presenza del “gruppo” dei sedicenti “patrioti” alla Luminara, si precisa che l’Arcidiocesi di Lucca non ne era a conoscenza e pertanto non ha dato alcuna autorizzazione. E comunque è bene sottolineare che non spetta all’Arcidiocesi gestire l’ordine pubblico, in particolare per quanto riguarda la componente civile del corteo. Infine si ricorda che da anni Arcidiocesi e Comune di Lucca, sulla base di un apposito regolamento, vagliano insieme le domande che vengono formalmente proposte per partecipare alla Luminara. Nessuna richiesta è mai pervenuta da questo “gruppo” e dispiace per quanto accaduto».
A sollevare il caso è il consigliere di opposizione Daniele Bianucci che definisce la Rete dei Patrioti, «partito dell’estrema destra alleata alle ultime elezioni con l’attuale amministrazione comunale» presente alla processione. «Ci auguriamo che tutto ciò sia solo una delle solite fake news a cui questi soggetti ci hanno ormai abituato, e ci preoccupa che in tal senso non sia ancora arrivata alcuna smentita ufficiale: perché sarebbe una ferita profonda che il Comune avesse permesso in silenzio, all’estrema destra, di politicizzare la nostra manifestazione cittadina più antica, stravolgendone completamente lo storico significato di pace e accoglienza».
Per la seconda volta nel giro di pochi giorni il sindaco Mario Pardini viene tirato in ballo da Bianucci e su Fb risponde all’esponente della minoranza. «Ci risiamo – scrive il sindaco – il solito consigliere che ha pubblicamente detto che mi comporto come un “sindaco in odore di mafia” non perde l’abitudine di attribuire alla mia amministrazione cose completamente false. Far passare il messaggio che il comune e l’amministrazione abbiano autorizzato a partecipare alla processione un gruppo che non ha nessun legame con me e la mia amministrazione, che non è mai stato vicino a me o alla mia amministrazione e che mai è stato alleato con me alle scorse elezioni e far passare il messaggio che la mia amministrazione, muovendosi nel silenzio, abbia politicizzato la Santa Croce è vergognoso. Non si può e non si deve usare questo momento in cui dovremmo ritrovare il senso di comunità per mera propaganda politica, da qualunque parte venga. Purtroppo, come al solito, il livello del dibattito politico è questo ed evidentemente si è persa la bussola di una normale dialettica politica nella nostra città»l
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