Il Tirreno

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La festa della Santa Croce

Luminara a Lucca, il messaggio di monsignor Giulietti: "Siate al servizio degli altri"

di Pietro Barghigiani
Luminara a Lucca, il messaggio di monsignor Giulietti: "Siate al servizio degli altri"

La sosta della processione nel punto in cui morirono i due operai nel 2017

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LUCCA. Devozione e raccoglimento. Per il Volto Santo e il mistero della fede che ogni anno, il 13 settembre, si rinnova in una processione che illumina il centro storico e alimenta la spiritualità di un sentire condiviso, quello di una comunità che si ritrova nell’identità religiosa.

Una Luminara con migliaia di persone guidata in senso spirituale dall’arcivescovo, monsignor Paolo Giulietti in una processione che poco dopo le 20 si è mossa da San Frediano verso il traguardo finale e naturale, il Duomo di San Martino. Presente anche monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia e Pescia, di origini lucchesi. Nella sua breve allocuzione Giulietti ha ricordato ai presenti: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù, al servizio degli altri. La grandezza è farsi ultimi, di questi sentimenti abbiamo bisogno; senza ogni convivenza diventa un conflitto in cui il più forte prevale e non va bene». La processione è partita con preghiera d’inizio sul sagrato della chiesa e, accompagnati dal bagliore dei lumini, i fedeli si sono incamminati lungo il percorso. Le tremila gerbere, donate da Coldiretti, e lo stendardo del Volto Santo, come ornamenti al cammino di riflessione durante il quale monsignor Giulietti ha voluto introdurre una fermata. È successo nel punto in cui nel 2017, zona Palazzo Pretorio, due operai morirono mentre stavano installando i portalumini. Quindi la ripartenza con la sequenza delle associazioni del volontariato e la componente religiosa, con le aree pastorali della Versilia, della Valle del Serchio e della Piana di Lucca, le comunità parrocchiali della Valleriana dalla vicina Pescia, le comunità straniere di Lucca, le confraternite. Poi le autorità civili, istituzionali e associative, aperte dal gonfalone di Lucca e dal sindaco Mario Pardini. A chiudere la processione i gruppi storici, partiti parecchio dopo da piazza San Frediano, vista la lunghezza del corteo. Il tutto in mezzo a grandi ali di folla: accanto ai tanti lucchesi che non hanno voluto mancare a questo che rappresenta una sorta di riconoscimento della propria identità, anche tanti turisti, tra il curioso e l’affascinato. Una piazza San Martino “arredata” con un maxischermo per permettere anche ai più distanti di assistere al Mottettone finale e una torre campanaria mobile – fornita da un’associazione di campanari di Bologna – che ha accolto con il suono delle campane la parte religiosa della Luminara. Posti a sedere in piazza per la funzione a causa dell’impossibilità anche quest’anno di rendere il tradizionale omaggio al Volto Santo, attualmente in restauro. Dopo l’allocuzione di monsignor Giulietti, il Mottettone “Ecco il legno della croce” composto dal giovane Niccolò Bartolini, 28enne della Cappella di Santa Cecilia. La chiusura pirotecnica con la “Diego Fuochi d’Artificio” saluta la Luminara 2024l

P. B.

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