Il Tirreno

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L’emergenza

Lucca, a 14 anni finisce in cura per dipendenza alcolica: «C’è anche chi si sballa con liquori e psicofarmaci»

di Michele Masotti
Elisa Cerrai È il medico responsabile del SerD di Lucca Piana
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Elisa Cerrai È il medico responsabile del SerD di Lucca Piana

È uno dei casi limite affrontati dal SerD dell’Azienda sanitaria: nel 2023 sono state 1210 le persone seguite, una settantina quelle che si sono rivolte al servizio per ludopatia

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LUCCA. A soli 14 anni ha dovuto ricorrere, su indicazione della famiglia, alle cure delle strutture per provare a liberarsi dall’incubo alcoolico. Una richiesta di aiuto in grado di evidenziare quanto nel triangolo delle principali dipendenze (alcol, sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo) stiano rimanendo imprigionati tanti, troppi, minorenni.

Nel 2023 sono state 1210 le persone prese in carico dal SerD della Piana di Lucca, il servizio di contrasto alle dipendenze guidato dalla dottoressa Elisa Cerrai. Dodici mesi fa sono stati 20 i ragazzi con meno di 18 anni aiutati dagli operatori sanitari del settore. Nei primi otto mesi del 2024, invece, si sono presentati al SerD già in 17. Un dato che sottolinea un preoccupante incremento rispetto al passato. Ma questa statistica, ed è questo l’aspetto più allarmante, assomiglia tanto alla punta dell’iceberg considerando quella fetta di individui divorati da uno o più di queste piaghe che non si sono ancora rivolti, per vari motivi, a questa struttura per uscire dalla dipendenza.

Un “sommerso” di vite umane che spaventa, e non poco, gli operatori, impegnati quotidianamente pure in campagne di prevenzione.

I numeri

L’80% delle persone che si sono affidate alle cure del SerD dodici mesi fa sono uomini. Dei 1210 complessivi, 800 stanno facendo i conti con una dipendenza da cocaina, eroina, cannabinoidi e altre sostanze stupefacenti con una media d’età di 41 anni. In 250, invece, sono in cura per guarire dall’abuso incontrollato di bevande alcoliche. Leggermente più alta, 45 anni, l’anagrafe dei pazienti colpiti da questa piaga. Sono attualmente 70, età media 50 anni, le persone residenti nella Piana di Lucca affidate alle cure del SerD per uscire dalla dipendenza del gioco d’azzardo. Nella stragrande maggioranza dei casi questi soggetti impiegano diversi anni, non sempre in maniera autonoma, per assumere la consapevolezza della gravità della situazione.

«Tante, troppe, persone ci mettono almeno un decennio per provare a uscire dal loro dramma- spiega Elisa Cerrai-. Sebbene il SerD sia stato creato negli anni 80’per sconfiggere la piaga dell’eroina, mi duole constatare come ci sia sempre troppa reticenza, da parte degli interessati nel rivolgersi alla nostra struttura. Dovremo forse più a far capire che le competenze dell’equipe, formata da medico, psicologi ed educatori, possono facilitare la risoluzione del problema».

Sos gioco d’azzardo

Se l’abuso di alcool e sostanze stupefacenti restano le dipendenze maggiormente gettonate, in provincia di Lucca sempre più persone, al netto dei dati ufficiali, sono vittime della ludopatia.

«Nel 2023, secondo il report Espad commissionato dal Cnr sono stati raccolti 384 milioni dalle giocate online- analizza la responsabile del SerD Lucca-. Purtroppo sta ancora passando il concetto che la rara vincita sia dipesa dalla bravura della scommettitore anziché da una robusta dose di fortuna. La grande facilità con la quale ognuno può puntare dei soldi, specie in rete, è un grosso problema anche per i minorenni: ormai basta soltanto un click da un telefonino. Serve una svolta culturale».

Allarme minorenni

Per l’azienda sanitaria l’attenzione sui giovani entrati in questa spirale riveste un ruolo centrale. L’utilizzo di cannabinoidi, “abbuffata” alcolica (tendenza nordeuropea esportata da anni in Italia) e la dipendenza da psicofarmaci, come le benzodiazepine, rappresentano i principali spauracchi.

«Ci sono casi nei quali abbiamo riscontrato una combinazione di due fattori- prosegue Cerrai-. L’overdose di queste sostanze provoca degli impatti devastanti sulle menti e sui corpi dei ragazzi, con effetti che rischiano di influire negativamente sullo sviluppo della loro vita. Per questo, come SerD prestiamo un équipe di supporto non solo ai pazienti più piccoli ma anche ai loro genitori».

Oltre ai familiari, in molti casi è la Prefettura a consigliare ai ragazzi alle prese con queste piaghe di rivolgersi ai nostri servizi.

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