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Toscana Pride, a tre settimane dal corteo la politica continua a litigare

Toscana Pride, a tre settimane dal corteo la politica continua a litigare

L’appello di Lia Stefani al sindaco Pardini: «Metta da parte le divisioni politiche»

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LUCCA. Tre settimane all’appuntamento regionale del Toscana Pride che, tra non poche discussioni non solo a livello locale, andrà in scena a Lucca il prossimo 7 settembre. E tra adesioni istituzionali – e mancate adesioni – si comincia a pensar anche all’organizzazione della manifestazione per la difesa dei diritti delle persone LGBTQIA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer, Intersessuali, Asessuali).
Il percorso
L’evento è promosso da associazioni e gruppi organizzati che hanno già avviato un confronto con le forze di polizia e in particolare la Questura per mettere a punto, anzitutto, il percorso del corteo per il quale si prevede la partecipazione di circa 15mila persone. Gli scopi sono molteplici. Da un lato si tratta di garantire il regolare svolgimento dell’evento venendo incontro alle richieste degli organizzatori ma limitando i possibili disagi per la cittadinanza, tenendo conto del contemporaneo svolgimento di altri eventi in città. Il concentramento dei partecipanti dovrebbe dunque avvenire su viale Cavour, toccando in parte anche le Mura, ma senza alcuna invasione del centro storico, tenendo fuori dal passaggio dei manifestanti – ad esempio – via Fillungo.
Confronto politico acceso
Resta aperto, sulla manifestazione, il confronto politico a tratti decisamente acceso. E proprio in questi giorni sulla questione è intervenuta la lista Lucca Futura che ha rivolto un appello all’amministrazione comunale tramite la consigliera comunale Lia Stefani. «Come Lucca Futura vorremmo lanciare un appello al sindaco affinché, in occasione del Toscana Pride, si mettano da parte le divisioni e le schermaglie politiche e si lanci un messaggio di inclusione» afferma Stefani. «Lucca è diventata negli ultimi decenni una città internazionale, che ospita rassegne che vedono un pubblico trasversale. Pensiamo al Summer Festival e al Lucca Comics&Games – spiega – E parafrasando appunto un detto che viene dal mondo dei fumetti: da una grande notorietà, nasce una grande responsabilità. Abbiamo quindi il dovere di far sentire tutte e tutti a casa, dare un segnale di inclusione per chiunque viene nella nostra città. E al pari di tante città dal profilo internazionale, Lucca non può sottrarsi al ruolo di far sentire incluse tutte le persone che fanno parte della comunità Lgbt. Invitiamo quindi il sindaco a dare un benvenuto caloroso a chi verrà a Lucca, in occasione del Toscana Pride, a celebrare la diversità in tutte le sue forme. Citiamo alcuni casi che abbiamo visto di recente, come Monaco di Baviera, dove le bandiere arcobaleno erano sui mezzi pubblici, sul municipio, sul Teatro cittadino. Oppure Londra dove sono stata a giugno e sono rimasta affascinata dall’accoglienza con tutte le vetrine dei negozi e le strade addobbati per l’occasione».

Stefani non ha dubbi: «È possibile, per l’amministrazione, dare, almeno simbolicamente, il segnale che a Lucca si può sentire a casa chiunque – continua la consigliera – Crediamo sarebbe un enorme passo avanti non solo per l’immagine della città, ma anche per un miglioramento del clima cittadino, un segnale di unità dopo tante schermaglie politiche. Vogliamo andare sulla stampa nazionale per cose belle e non per le divisioni, non per non aver accolto il Pride».
 

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