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Vagli di Sotto, rubati 15 chilometri di cavi in rame della linea elettrica

Vagli di Sotto, rubati 15 chilometri di cavi in rame della linea elettrica

Presa dai carabinieri la banda dell’oro rosso che ha agito indisturbata per mesi: 5 denunce

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VAGLI. La banda del rame non conosce ostacoli e per mesi ha rubato indisturbata il prezioso oro rosso sottraendolo alla linea elettrica dell’alta tensione a Vagli di Sotto, che in quel frangente non era attiva, parallelamente alla strada provinciale 50. Un furto compiuto dall’inizio del 2023 sino alla scorsa primavera e messo a segno da una gang variegata composta da cinque persone – di età compresa tra i 26 e i 44 anni – due residenti nella provincia di Massa Carrara e tre in Lucchesia tra Altopascio e la periferia cittadina con due extracomunitari – tutte denunciati per furto aggravato – uno originario del Nordafrica e l’altro dei Balcani.

I fatti

Tutto è partito da una denuncia presentata alla fine del 2023 alla stazione dei carabinieri di Camporgiano da parte dell’ufficio Enel Distribuzione Spa. I vertici dell’azienda si lamentavano che nel comune di Vagli Sotto erano stati sottratti ben quindici chilometri del prezioso conduttore in rame che componeva la linea elettrica in alta tensione denominata “Gorfigliano”. Ladri acrobati, che avevano sfilato i cavi a un’altezza considerevole, e che presumibilmente avevano venduto l’oro rosso a terzi. Il ricavato del furto continuato è presto detto: poiché mancano all’appello 10 tonnellate di cavi in rame il ricavo approssimativo della gang è di circa 40mila euro.

Le indagini

Attraverso pedinamenti e osservazione dei luoghi le indagini dei militari sono andate avanti per parecchi mesi. I carabinieri hanno eseguito minuziosi accertamenti, resi più complicati dal fatto che il furto, probabilmente consumatosi in momenti diversi, era avvenuto diverso tempo prima rispetto alla presentazione della denuncia. Probabilmente già a inizio 2023. Dai sopralluoghi era emerso che gli autori avevano di fatto sfilato i cavi, del peso di circa 10 tonnellate, caricandoli su un camion della società per la quale stavano lavorando in zona, proprio per conto di Enel Distribuzione spa, impegnati in manutenzioni e ammodernamenti della linea elettrica. I cinque denunciati sono adesso indagati per il furto del prezioso metallo, aggravato dalla violenza sulle cose e dalla particolarità del bene tutelato facente parte di infrastrutture destinate a servizi di pubblica erogazione. l

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