La manifestazione
Lucca, addio al professor Viglione
Morto a 89 anni il pioniere della ginecologia grazie ai suoi studi sull’infertilità. Donne da ogni parte d’Italia sceglievano l’ospedale di Barga per far nascere i figli
Lucca Era arrivato in Lucchesia il 22 luglio 1969 e il suo reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Barga era diventato un punto di riferimento soprattutto a livello nazionale. Perché a partorire in quel piccolo nosocomio arrivavano donne da ogni parte d’Italia: dalla Sicilia alla Campania, dal Lazio alla Liguria. Per circa trent’anni – dagli anni 70 alla fine degli anni 90 – il professor Arturo Viglione, laurea con il massimo dei voti all’Università di Pisa, è stato un luminare del settore, grazie ai suoi studi innovativi sull’infertilità, capace di regalare la gioia di un figlio a tante donne che, sino a quel momento, non erano riuscite a portare a termine la gravidanza o non riuscivano a restare in stato interessante. Da ieri Barga, ma anche la Lucchesia e più in generale la ginecologia italiana, è più povera per la scomparsa all’età di 89 anni di quel professore la cui fama aveva varcato i confini nazionali visto che nel suo piccolo ospedale – fondato nel 1929, grazie ai contributi inviati dai barghigiani emigrati in America – si andava con fiducia per quel pioniere della medicina.
Il ricordo dell’ex sindaco
Umberto Sereni, che nel 1999 da sindaco di Barga lo insignì della cittadinanza onoraria, ricorda il professor Viglione con commozione e riconoscenza: “Una grave perdita per la comunità di Barga, ma in generale per la medicina. Lui è riuscito ha trasformare l’ospedale S. Francesco e un luogo prestigioso: migliaia di bimbi in ogni parte d’Italia sono nati a Barga. Ha risolto casi di infertilità che parevano senza speranza rendendo felici centinaia e centinaia di coppie. É stata una delle personalità più importanti per la nostra comunità e resterà nella storia del Paese. Ricordo ancora la felicità, l’onore e la commozione quando ricevette la cittadinanza onoraria dopo 30 anni dal suo insediamento”.
Attività collaterali
Ha guidato il reparto dal 1969 sino alla pensione (2002) passando in poco tempo da 14 posti letto e una sala parto a 30 e 2000 ricoveri sino ad arrivare a 44 come gli ospedali delle grandi città con il 50% dei pazienti che arrivava d a fuori As l che oggi lo ricorda con affetto in una nota di condoglianze rivolta al figlio Vincenzo, anche lui ginecologo, alla moglie e ai nipoti. Per anni membro della Fondazione Cassa di Risparmio è sempre stato vicino alla sua Barga e una decina d’anni fa, già in pensione, aveva donato all’ospedale un ecografo di elevata qualità in ricordo dell’amico Guelfo Marcucci che l’aveva voluto al San Francesco. Appassionato bibliofilo nel 2016 aveva presentato un suo volume sulla medicina del XVI e XVII secolo. l
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