Sicurezza
Il Lucca Summer ‘25 tra Balilla e Napoleone: a settembre l’incontro col Comune: le richieste di D’Alessandro
Il patron della manifestazione: «40mila posti sono il minimo per avere determinati artisti»
LUCCA. “La musica è finita, gli amici se ne vanno”, cantava Ornella Vanoni ma non è quello che sta accadendo a Lucca. Terminati da un paio di settimane i concerti del Summer, il patron Mimmo D’Alessandro riceve il pubblico plauso di un amico importante: Confcommercio. In un incontro aperto ai giornalisti che si è tenuto ieri mattina a palazzo Sani, il presidente dell’associazione Ademaro Cordoni, il vicepresidente Samuele Cosentino e il presidente di Federalberghi Pietro Bonino hanno consegnato a D’Alessandro la statuetta del “Puccini Pop”, omaggio al festival e in particolare alla serata sugli spalti condotta dal maestro Riccardo Muti e dedicata al compositore. Un evento che ha portato la bellezza di Lucca in mondovisione grazie alla diretta Rai. «Confcommercio vuole il Summer Festival – dice Cosentino prendendo una posizione chiara e netta – e lo vogliamo non solo per l’indotto che porta alle nostre attività, ma perché crediamo che sia una manifestazione capace di regalare al pubblico una città viva e accogliente, un evento che mette in luce la nostra “capacità di fare” e una vocazione turistica improntata alla qualità. Più che grazie – conclude Cosentino – a D’Alessandro dobbiamo fare i complimenti per come svolge il suo lavoro su uno scenario di livello internazionale, valorizzando location non comuni come le Mura, Pompei o il Circo Massimo».
Dopo anni in cui il Summer ha diviso la città tra favorevoli e contrari, questi riconoscimenti, ormai praticamente unanimi, fanno felice D’Alessandro, che ha sempre vissuto il rapporto con i lucchesi e la “città educata” come una sfida, a volte dura ma sempre leale. «Avete il pregio di dire le cose in faccia e questo mi è sempre piaciuto di voi lucchesi – dice il promoter impegnato nell’organizzazione dei concerti di David Gilmour al Circo Massimo di Roma –. Accetto con piacere questo “Puccini pop”, anche se ho sempre pensato che il Maestro fosse un tipo rock. In ogni caso, se si riceve un premio dai commercianti significa che la città è felice e quest’anno devo dire che questa vicinanza l’ho sentita come non mai. Il successo record dell’ultima edizione (oltre 200mila biglietti venduti, ndr) è anche merito della città e di come sa accogliere le persone, che una volta passate da qui desiderano subito tornare. Lucca è una città “educata” come diciamo a Napoli, e viene naturale rispettarla».
Il bilancio ufficiale, con tanto di numeri, dell’edizione 2024 del Summer sarà fatto a settembre, quando sarà il patron avrà in mano lo studio sull’indotto della manifestazione che è stato commissionato alla Scuola Sant’Anna.
Settembre sarà anche il momento di pianificare il futuro della manifestazione e di chiarire diverse questioni importanti: su tutte, quella delle location. «L’ho già detto al sindaco – spiega D’Alessandro –, dovremo metterci al tavolo a lavorare per avere una linea chiara e ben definita. Per una manifestazione come quella di quest’anno, abbiamo investito 11 milioni di euro. Per programmare il futuro in serenità servono certezze. Il Summer è cresciuto molto ed è normale che il Campo Balilla possa diventare più centrale. Le Mura sembrano grandi ma 40mila spettatori (la capienza attuale sugli spalti, ndr) sono il taglio minimo per portare determinati gruppi. In ogni caso, non lasceremo piazza Napoleone, ma vanno definiti meglio alcuni aspetti. Si può decidere di tenere piazza Grande per gli eventi con soli posti a sedere oppure la si può riportare alla capienza massima dei 14mila posti come facemmo per il primo concerto di Robbie Williams. A me piacerebbe anche recuperare la location originale: piazza Anfiteatro, oppure sfruttare l’aeroporto di Tassignano e trasformarlo nel “Campo volo” di Lucca, per concerti da 100mila spettatori. Oppure puntare su un Winter Festival itineranti nelle ville della Lucchesia». Che si tratti di velleità o di progetti concreti, lo stabilirà il tempo.
Di certo il patron e il suo staff stanno lavorando a una proposta progettuale che consentirebbe di alzare a 45mila spettatori la capienza del Balilla, ma per poterla realizzare serve il via libera della Soprintendenza (che D’Alessandro definisce «timida»). Questo pare lo scoglio da superare, anche perché il protocollo tra Comune e Belle Arti prevede una progressiva riduzione dell’area utilizzata sul Balilla per Summer e Comics.
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