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Lucca, l’omaggio ai 28 religiosi trucidati: «Sono i profeti della nostra pace»

Lucca, l’omaggio ai 28 religiosi trucidati: «Sono i profeti della nostra pace»<br>

Il presidente della Cei, Zuppi alla cerimonia delle vittime dei nazifascisti

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LUCCA. «Sono i profeti della nostra pace, l’hanno voluta, sognata. Per certi versi ce l’hanno consegnata. Loro l’hanno pagata. Ricordiamo in particolare don Aldo, parroco di Pescaglia. Ma ognuno di loro ha contribuito. Erano pieni di spirito». Con queste parole il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha aperto la sua omelia nella messa solenne tenutasi ieri nella cattedrale di San Martino per commemorati i 28 preti, religiosi e chierici che furono catturati e uccisi dai nazisti in provincia di Lucca. Il cardinal Zuppi ha parlato di pace, di giustizia, della forza dei deboli. Parole che hanno echeggiato in San Martino, dove erano presenti le autorità, laiche e religiose, e numerosi fedeli. Dopo la messa il presidente della Cei ha visitato la mostra itinerante di bozzetti sulla vita di don Aldo Mei, realizzata dagli studenti del liceo artistico Musicale Passaglia di Lucca che poi trasformeranno i bozzetti in murales. Dopodiché tutti i presenti sono andati davanti al palazzo arcivescovile, dietro la cattedrale, per l’inaugurazione della lapide che ricorda i nomi di tutti i 28 preti, religiosi e chierici catturati e uccisi in provincia di Lucca dai nazisti. Dopo l’intervento di Gianluca Fulvetti, docente dell’Università di Pisa che ha condotto la ricerca storica, hanno preso la parola il sindaco di Lucca Mario Pardini, il presidente della Provincia Luca Menesini, il presidente della Regione Eugenio Giani. Poi per la parte religiosa sono previsti gli interventi dell’arcivescovo di Pisa monsignor Giovanni Paolo Benotto e del vescovo di Massa Carrara-Pontremoli monsignor Mario Vaccari. Presente anche l’arcivescovo di Pistoia-Pescia Fausto Tardelli.

Ecco i 28 nomi scritti sulla lapide scritti in ordine alfabetico: Silvestro Alberti, 27 febbraio 1945, seminarista della diocesi di Apuania (Massa); frate Antonio Bargagli, 10 agosto 1944, religioso francescano in Viareggio; don Giuseppe Bertini, 10 settembre 1944, parroco di Molina di Quosa; don Giorgio Bigongiari, 10 settembre 1944, vicario parrocchiale di Lunata; padre Martino Binz, 7 settembre 1944, priore della Certosa di Farneta; frate Raffaele Cantero, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; frate Adriano Clerc, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; padre Adriano Compagnon, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; padre Gabriele Maria Costa, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; padre Ignazio Da Carrara, 8 settembre 1944, religioso cappuccino, parroco di S. Francesco a Forte dei Marmi: frate Bruno D’Amico, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; don Giuseppe Del Fiorentino, 29 agosto 1944, parroco di Bargecchia; padre Pio Maria Egger, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; don Renzo Gori, 10 settembre 1944, vicario parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo in Livorno; padre Benedetto Maria Lapuente, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; don Innocenzo Lazzeri, 12 agosto 1944,parroco di Farnocchia; frate Giorgio Maritano, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; padre Raffaele Mazzucchi, 27 luglio 1944, religioso servita in Firenze; don Aldo Mei 4 agosto 1944 parroco di Fiano di Pescaglia; don Fiore Menguzzo, 12 agosto 1944, parroco di Mulina di Stazzema; monsignor Salvador Montes De Oca, 7 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; frate Michele Nota, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; don Libero Raglianti, 29 agosto 1944, parroco di Valdicastello; frate Alberto Rosbach, 10 settembre 1944, religioso certosino in Farneta; monsignor Giuseppe Simi, 16 agosto 1944, canonico di San Martino di Pietrasanta; Renzo Tognetti, 10 settembre 1944, seminarista ex salesiano; don Angelo Unti, 29 agosto 1944, parroco di Lunata; padre Carlo Marcello Verona, 10 settembre 1944, carmelitano in Firenze. l

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