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Lucca, ex bomber rossonero travolto da un’auto: la moglie vede l’incidente dalla finestra di casa

di Luca Tronchetti

	Francesco D’Urso in ospedale con gli storici ex rossoneri Lucio Nobile (a sx) e Massimo Morgia (dx)
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Francesco D’Urso in ospedale con gli storici ex rossoneri Lucio Nobile (a sx) e Massimo Morgia (dx)

Francesco D’Urso è finito in ospedale con cinque costole fratturate, una ha perforato un polmone. Il racconto della compagna, Fosca Natucci: «Sono ancora sotto choc»

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LUCCA. È ricoverato in terapia sub-intensiva dopo essere stato travolto da un’auto, a sua volta tamponata da un furgone per la consegna del pane, mentre attraversava le strisce pedonali di fronte alla sua abitazione in via Nuova per Pisa accanto alla pasticceria Ambrosia a Santa Maria del Giudice.

Ha rischiato la vita Francesco “Cecco” D’Urso, 71 anni, indimenticato bomber della Lucchese 1977-78 (fu capocannoniere del girone di C con 24 reti) – quella della trasferta di Ferrara con seimila tifosi al seguito e del testa a testa con la Spal che si concluse con la promozione degli estensi con i rossoneri danneggiati dagli arbitraggi – che ha riportato la frattura di cinque costole una delle quali gli ha perforato un polmone tanto che è ancora sotto osservazione dai medici.

All’incidente ha assistito dalla finestra di casa la moglie Fosca Natucci per decenni titolare di un negozio in via Buia in centro storico.

«Sono ancora sotto choc. – racconta l’ex commerciante –. Da poco erano trascorse le 10 quando mio marito ha attraversato la strada sulle strisce per arrivare alla pasticceria Ambrosia. Davanti a lui, per farlo passare, sì è fermata una Panda condotta da un automobilista di mezza età. Nessuno poteva immaginare che dietro a velocità sostenuta stava arrivando un furgoncino utilizzato per la consegna del pane con alla guida un ragazzo giovane». Il furgoncino ha tamponato l’utilitaria che ha travolto l’ex calciatore prendendolo alle spalle. «L’impatto è stato violentissimo e Cecco ha sbattuto la cassa toracica sull’asfalto procurandosi le fratture costali – aggiunge la moglie – . Purtroppo una gli ha perforato il polmone provocandogli un’emorragia». Sul posto per i rilievi sono andati gli agenti della Municipale che hanno ascoltato sia il conducente della Panda che quello del furgone – entrambi si sono fermati e hanno collaborato – e prenderanno visione delle telecamere fisse. D’Urso è stato trasferito in terapia intensiva inizialmente in prognosi riservata. Tra i primi ad accorrere al suo capezzale due ex compagni che, come l’ex bomber originario di Catania, tra il 1976 e il 1980 sono diventati lucchesi d’adozione: l’ex terzino volante Lucio Nobile nato a Torino e l’ex stopper Massimo Morgia.

«Nonostante il grande spavento e le gravi conseguenze (che potevano essere ancora peggiori) – dice Lucio Nobile oggi affermato assicuratore e dopo aver attaccato gli scarpini al chiodo nel 1991 allenatore nel settore giovanile della Lucchese e in squadre di serie D – ci ha detto che con la coda dell’occhio ha visto la macchina arrivargli addosso e, come ai tempi in cui giocava per eludere i difensori avversari o per segnare splendidi gol in acrobazia, si è buttato con il corpo in avanti evitando così che la vettura lo schiacciasse contro un muretto di sostegno. Nonostante l’età Cecco resta il campione d’un tempo».

«Inevitabile che parlassimo di Lucchese – racconta Massimo Morgia – . Tra nostalgia e ricordi del bel tempo che fu quei colori ci sono rimasti nel cuore e tutti e tre abbiamo scelto Lucca come luogo per vivere e mettere su famiglia. Ci siamo dati appuntamento per la prima di campionato in casa contro il Gubbio. Ne ha superate tante il nostro bomber e supererà anche questa. Per noi rimane sempre il giovane rampante leone che ci faceva vincere le partite».

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