Sicurezza
Lucca, dal Tar alla Corte dei Conti. L’affaire Puccini va avanti
Lega e Pd tornano sul “caso Comitato”: Veronesi nella bufera
LUCCA. Se il Maestro potesse aprir bocca e commentare il polverone – che non pare quietarsi – intorno alla gestione dei finanziamenti per le celebrazioni a lui tributate in occasione dei 100 anni dalla morte, c’è da scommettere che commenterebbe con una delle sue proverbiali bestemmie. Giacomo Puccini era anche così, nel privato. Un linguaggio colorito spesso usato a coprire lo sdegno e quell’insicurezza, altro tratto della sua personalità, che l’essere messo al centro in pubblico di una questione di quattrini gli avrebbe provocato.
Ma è chiaro che non si tratti solo di una questione di rispetto della memoria. Che pure esiste. I temi sono l’immagine delle istituzioni coinvolte e le conseguenze anche giuridiche che potrebbero avere le scelte fatte (o non fatte) intorno ai finanziamenti per le celebrazioni pucciniane gestiti dal Comitato presieduto da Alberto Veronesi. Perché dopo la decisione del Tar Toscana, che si è espresso in favore (con una sospensiva) del Conservatorio Boccherini di Lucca in merito in merito all’esclusione dello stesso dai progetti presentati nell’ambito del bando sui luoghi di Puccini, ci si attende che sulla vicenda intervenga anche la Corte dei Conti. O meglio: le carte sulla gestione delle risorse (almeno una parte di esse) sarebbero già sul tavolo della procura contabile.
Brutta storia. Per Puccini, per Lucca, per le istituzioni coinvolte. E su questo sono d’accordo, pur su opposti fronti, sia il Pd che la Lega.
Massimiliano Baldini, consigliere regionale del partito di Salvini nonché responsabile cultura della Lega per la Toscana, se da un lato si rallegra «che la verità dei fatti sia stata ristabilita e che l’amministratore unico del Teatro del Giglio, ripensandoci meglio e con più serenità, si sia scusato con la presidente del Boccherini (cfr l’articolo in basso in questa pagina)» non può che dirsi «preoccupato e amareggiato» del fatto che «ancora una volta che il Comitato per le Celebrazioni dei 100 anni della morte di Giacomo Puccini continui ad essere oggetto di contenziosi giudiziari, questa volta – a quanto si apprende – addirittura con il rischio di finire pure di fronte alla Corte dei Conti».
Di un «ennesimo atto del dramma del Comitato per le celebrazioni pucciniane» e di un «Veronesi sempre più inadeguato» parlano i consiglieri e la segreteria comunale del Pd: «Sono due anni che il Comitato per le celebrazioni pucciniane e il suo presidente, Alberto Veronesi, collezionano figuracce a livello locale, nazionale e internazionale – commentano – Incapace di programmare le attività, di mettere in piedi un programma per il centenario della morte di Puccini degno di questo nome e, evidentemente, di gestire i fondi pubblici (ben oltre 9 milioni di euro) in modo trasparente e secondo una progettualità condivisa con gli altri membri del Comitato stesso, ci troviamo oggi ad assistere all’ennesimo atto di questo psicodramma che sta trascinando Lucca alla ribalta nazionale solo per vicende negative. Siamo a metà dell’anno-simbolo delle Celebrazioni e ancora siamo costretti ad assistere a queste scene che gettano nel più profondo imbarazzo tutti: da una parte la decisione del Tar di accogliere il ricorso presentato dall’Istituto “Boccherini”, in seguito al quale il Tribunale ha deciso di stoppare l’erogazione di contributi e risorse per 600mila euro; dall’altra la decisione di inviare tutto alla Corte dei Conti per fare chiarezza sui bilanci».
«Non è bastato il grande concerto del Maestro Riccardo Muti (organizzato da Ministero della Cultura e Rai) per distogliere l’attenzione da quello che, ormai, è palese a tutti: il fragoroso fallimento del Comitato e del suo presidente. Diciamocelo chiaramente: è stata persa un’occasione». Il partito punta il dito anche contro il sindaco, Mario Pardini. «Di fronte a tutto questo si conferma il silenzio del sindaco, che da due anni protegge e giustifica l’operato di Veronesi» concludono gli esponenti Pd critici anche nei confronti dell’amministratore unico del Giglio «che non ha trovato altro di meglio da fare che battibeccare con la presidente del “Boccherini”, colpevole di aver acceso un faro su ciò che da due anni è evidente a tutti: i fatti, a oggi, stanno dando ragione a chi solleva dubbi, perplessità e critiche rispetto a quello che possiamo definire un imbarazzante fallimento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
