Sicurezza
Lucca, dodici famiglie rischiano di non poter entrare in casa: ecco perché
Inagibile l’unica strada d’accesso al condominio che sorge dietro l’immobile danneggiato dal bus. Il proprietario dell’area chiude il passaggio
LUCCA. Per tornare a casa devono attraversare un giardino privato. Lo fanno da quasi un mese ma ora il proprietario è stufo e ha deciso di chiudere il cancello. In piena notte devono intervenire il sindaco e il suo vice per trovare una soluzione. Andiamo con ordine.
È passato quasi un mese da quando un pullman di Autolinee è andato a schiantarsi contro la palazzina di viale Puccini, civico 1059, sventrando l’ingresso del kebab al pian terreno e la camera da letto dell’abitazione al piano superiore. Una tragedia sfiorata: solo per una coincidenza nel locale non c’erano clienti e il titolare ne è uscito incolume.
I disagi provocati da quel sinistro, avvenuto il 25 giugno, sono però tutt’ora in corso e riguardano non solo le due famiglie costrette a traslocare per l’inagibilità dell’immobile sventrato, ma anche una dozzina di altre famiglie che vivono nel condominio retrostante. L’unica via d’accesso alla palazzina, infatti, è stata chiusa subito dopo il sinistro perché inagibile, dato che sorge accanto all’immobile pericolante. Di conseguenza, per entrare e uscire di casa, i condomini hanno dovuto trovare una soluzione alternativa. A offrirgliela di buon grado è stato Antonio Moretti, ultrasessantenne pensionato, che vive nella villetta lì di fianco, al civico 1075. «Visto quello che era successo – racconta – mi sembrava doveroso dare una mano e ho acconsentito a far passare i condomini e le due famiglie che stanno qui, al piano superiore, dal giardino della mia proprietà. Ho dovuto anche tagliato una rete».
Lì per lì tutto bene, anche se i disagi dovuti a questa situazione non sono pochi per Moretti: è costretto a tenere il cancello aperto giorno e notte e a veder passare di continuo persone, a volte sconosciute, nella sua proprietà. È anche una questione di sicurezza: l’abitazione è al pian terreno, le finestre non hanno inferiate e lui non può inserire l’allarme perimetrale perché scatterebbe di continuo. Di conseguenza non può neppure andare via per qualche giorno ed essendo fine luglio un po’ di vacanza non guasterebbe.
È comunque un sacrificio che temporaneamente Moretti si accollato volentieri. Il problema è che i giorni sono passati ma niente è successo: il cantiere attorno all’abitazione distrutta è fermo e dal Comune nessuno si fa vivo per pensare un’alternativa. Alla fine Moretti ha perso la pazienza: «Il 12 luglio ho fatto scrivere una lettera dal mio avvocato nella quale ho informato il Comune che avrei revocato il diritto di passo e chiuso il cancello. Ho aspettato qualche altro giorno ma non è successo niente, così il 16 giugno alle 21 ho chiuso». A quel punto le famiglie “bloccate” hanno deciso di usare la stradina inagibile e transennata.
«Ma il giorno dopo, ovvero giovedì – racconta Thilanki Fernando, 26enne che vive con la famiglia nell’appartamento sopra casa Moretti – sono venuti gli operai della ditta e hanno sigillato la strada, di modo che nessuno potesse più passare».
Di nuovo tutti bloccati, dunque, con Moretti fermo sulle sue legittime posizioni. Giovedì pomeriggio sono dovuti intervenire i vigili ma non è bastato e così, poco prima di mezzanotte, sono arrivati a parlamentare anche il sindaco Mario Pardini e il vicesindaco Giovanni Minniti. «Hanno promesso che entro martedì troveranno una soluzione – dice Moretti –. Facciano come gli pare: soluzione o meno, io martedì chiudo il cancello»l
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