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Ospedale di Lucca, la pagella: bocciato il pronto soccorso

Ospedale di Lucca, la pagella: bocciato il pronto soccorso

Attese troppo lunghe, 13 pazienti al giorno se ne vanno

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LUCCA. Ogni giorno ci sono13 pazienti che lasciano il pronto soccorso del San Luca prima di essere visitati dal medico o che comunque non concludono il percorso previsto. Un risultato che mette l’ospedale di San Filippo fra gli ultimi almeno secondo il consueto “bersaglio” elaborato dal Mes, il laboratorio di management e sanità del Sant’Anna di Pisa. Un sistema che elabora una serie di indicatori sanitari e li piazza, per ogni struttura, all’interno di cinque fasce colorate dal rosso acceso (i risultati peggiori) al verde scuro (quelli migliori).

Quello che non va

Per quanto riguarda il San Luca, anche i numeri confermano quindi quella che è esperienza di tanti cittadini: il collo di bottiglia sta nel pronto soccorso. Una situazione dovuta alla cronica carenza di personale, che a sua volta aumenta l’insoddisfazione di molti pazienti che decidono di lasciare la struttura senza avvisare i sanitari. Nel 2023 gli abbandoni sono stati 5.032 su un totale di accessi di 53.871. Un dato in peggioramento rispetto al 2022, quando su un numero di accessi praticamente identico lasciarono il pronto soccorso “solo” 4.754 pazienti.

C’è un altro dato nel quale il San Luca è in fascia rossa e che si lega direttamente al primo: la percentuale di pazienti che vengono inviati al ricovero entro otto ore. Nel 2023 ha raggiunto il 63,7 per cento (era il 58 nel 2022), mentre per avere almeno una valutazione media bisognerebbe arrivare all’85 per cento. Si tratta di un risultato non buono che comunque riguarda anche molti altri ospedali in Toscana. Terzo punto debole del pronto soccorso, i pazienti che entro le otto ore vengono dimessi: sono l’83 per cento, ultimo posto in regione.

Criticità anche sul versante delle cure psichiatriche. Secondo il Sant’Anna l’11,74 per cento dei pazienti maggiorenni ricoverati e poi dimessi per patologie psichiatriche ritorna entro sette giorni in reparto: un risultato che mette il San Luca all’ultimo posto in regione. Infine, è bollino rosso per la durata media della degenza dal punto di vista chirurgico: l’indice elaborato dalla scuola pisana, che si basa sulla differenza fra le giornate di degenza osservate e quelle attese, piazza il San Luca all’ultimo posto in regione.

Cosa funziona

Certo, non tutto al San Luca va male. Anzi, la maggior parte degli indicatori si trova in una delle fasce verdi del bersaglio elaborato dal Sant’Anna. Vediamo qualche punto.

Il primo riguarda proprio l’emergenza. Il San Luca è al top in Toscana (valutazione cinque su cinque) per l’appropriatezza dei ricoveri dal pronto soccorso in chirurgia: ciò indica che le valutazioni che vengono fatte dai medici d’urgenza si rivelano corrette rispetto al tipo di percorso migliore per il paziente.

Massimo dei voti anche per il rispetto dei tempi di attesa della chirurgia oncologica: la totalità di chi ha una diagnosi di tumore operabile entra in sala operatoria entro trenta giorni.

Il San Luca si comporta molto bene anche per l’utilizzo dei ricoveri in day hospital: solo una piccola percentuale (0,2%) viene utilizzata per la diagnostica, che invece dovrebbe avere un percorso ambulatoriale.

Infine, ospedale promosso a pieni voti per l’utilizzo della laparascopia per interventi al colon: sono stati il 79 per cento del totale.

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