Il Tirreno

Lucca

Tribunale

Lucca, anziani picchiati e depredati: imputati i due gestori della Rsa

di Pietro Barghigiani
Lucca, anziani picchiati e depredati: imputati i due gestori della Rsa

Chiesto il processo per la coppia accusata anche di circonvenzione di incapace

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una lunga sequenza di offese e maltrattamenti contro persone inermi e incapaci di reagire. E in parallelo la spoliazione di beni personali tra soldi e gioielli con gli ospiti trasformati in bancomat a loro insaputa. Era il novembre del 2022 quando il blitz dei carabinieri a Villa Debora, a Bagni di Lucca, svelò quello che succedeva davvero nella casa famiglia ribattezzata con un contrasto doloroso, tra aspettativa e realtà, “Oasi della pace”.

Chiesto il giudizio

Per i due gestori del centro ora la Procura chiede il rinvio a giudizio. Per Vincenzo D’Isanto, 53 anni, originario di Castelfiorentino, e Debora Campanozzi, 53 anni, di San Severo (Foggia), con una lunga residenza a Pesaro, le accuse sono di maltrattamenti in famiglia aggravati, circonvenzione di incapace e appropriazione indebita.

Tutti i reati contestati in concorso tra i due, lui titolare di fatto e lei operatrice non assunta di quel presunto luogo di assistenza che intercettazioni e testimonianze descrivono al contrario come un ambiente di angherie e insulti, spesso irriferibili, verso gli ospiti che dovevano accudire.

I palpeggiamenti

Campanozzi risponde anche di violenza sessuale per una serie di palpeggiamenti nelle parti intime di alcune anziane seguiti ad apprezzamenti volgari anche in presenza di altre persone.

Gli anziani maltrattati

Sono otto le parti offese residenti tra Lucca, Bagni di Lucca, Pontedera, Gallicano, Cerreto Guidi, Coreglia Antelminelli, Fivizzano e Castelnuovo Garfagnana. Tra i legali che si costituiranno parte civile davanti al gup Antonia Aracri (pm Elena Leone) anche l’avvocato Valentina Nobile che assiste una signora lucchese.

Le intercettazioni

Quello che succedeva a Villa Debora non è stato raccolto dalle voci degli ospiti. Persone con gravi disagi fisici e psichici non in grado di badare a sé stesse.

Sono state le intercettazioni ambientali effettuate dai carabinieri, avvisati da frequentatori occasionali della struttura che c’era qualcosa di torbido, a fornire contesto e dialoghi infarciti di disprezzo con una mortificazione continua per gli ospiti.

L’obiettivo, per l’accusa, era di annichilire nella loro vulnerabilità i degenti, minacciati di subire violenze fisiche (“ti spezzo le gambe”) e psicologiche come quella di non farli più incontrare con i loro familiari. Un sistema andato avanti per mesi e che solo attraverso le intercettazioni ambientali è stato messo a fuoco in tutta la sua brutalità.

Soldi e gioielli

Alla contestazione del clima di terrore imposto nella sedicente - all’esterno- oasi della pace che prendeva il nome di Villa Debora, gli investigatori aggiungono anche la parte del lucro illegale addebitato ai due imputati. Avendo la disponibilità di bancomat e pin degli ospiti, per l’accusa D’Isanto e Campanozzi avrebbero prelevato o disposto bonifici per almeno 30mila euro con finalità estranee alla gestione della casa famiglia.

L’auto intestata

In un caso D’Isanto si sarebbe fatto intestare una Panda del valore di 5mila euro senza versare alcunché all’anziano proprietario oltre che degente. Vessato e depredato, stando alle ipotesi della Procura. E come lui anche altri. Decine i gioielli spariti, ricordi degli ospiti con le foto dei cari incastonati nelle medaglie d’oro.

Offese e approcci

Infine, la parte delle violenze sessuali. È il reato a carico della sola Campanozzi intercettata mentre commentava con frasi sconce i palpeggiamenti a seno e parti intime di più di un’ospite. Tutte costrette a subire gli approcci sessuali della donna durante gli interventi di igiene personale.l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web