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Lucca, lo scetticismo di Bulgarella sulla Manifattura: «Finirà come con lo stadio»

di Gianni Parrini
Una veduta della parte sud della Manifattura Tabacchi
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Una veduta della parte sud della Manifattura Tabacchi

Per il patron il progetto scelto dal Comune non è sostenibile. Lui stesso ha presentato un progetto ma è stato escluso

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LUCCA. «Quel progetto non lo realizzeranno mai, non è economicamente sostenibile». Andrea Bulgarella, 78 anni, presidente della Lucchese e imprenditore del mattone con alberghi costruiti in tutta la Penisola, commenta così il verbale redatto dalla commissione di valutazione in merito ai progetti per il recupero della Manifattura sud. Un verbale in cui si dice che tra i cinque progetti presentati, l’unico che risponde ai criteri indicati dall’avviso del Comune è di Music Innovation Hub. Normale che il patron rossonero non abbia preso bene il verdetto, dato che tra le cinque aziende che hanno presentato una proposta c’è Firenze Touring, società appartenente al gruppo Bulgarella. Il progetto inviato al Comune si sviluppa su due dei tre lotti e prevede la realizzazione di uno studentato e di una sala polivalente da 1.600 mq, di una struttura turistico ricettiva (leggi un grande albergo) di 5.700 mq e infine di 900 mq da destinare a strutture commerciali. L’investimento stimato è di 19 milioni e 366mila euro e prevede la concessione dell’immobile per 30 anni.

La commissione ha valutato la proposta “difforme dall’avviso” in quanto risultano prevalenti le attività imprenditoriali (commerciale e alberghiero) rispetto a quelle di interesse pubblico (lo studentato). “Peraltro – prosegue la nota – la funzione alberghiera risulterebbe non ammessa dalla Soprintendenza in base alle prescrizioni indicate nelle autorizzazioni alla vendita dell’immobile”, e qui il riferimento è alla Stecca di 6mila metri quadrati venduta nel 2019 a un misterioso imprenditore. La prescrizione, però, vale anche per il resto della manifattura. Quindi, niente albergo.

Il presidente rossonero, che da oltre un decennio coltiva il desiderio di realizzare un grande albergo nel centro di Lucca (quello nello stadio è un progetto a sé stante) dovrà rivedere i suoi piani: non sarà la Manifattura ad accoglierlo. Nel frattempo, però, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e mette in guardia l’amministrazione comunale: «Non vorrei accadesse come con il progetto dello stadio da 50 milioni – spiega l’ingegnere – Bisogna stare attenti con le chiacchiere o si dimostra incompetenza. Prima di tutto un progetto deve essere sostenibile economicamente. La cultura è una cosa bellissima e fondamentale per la vita delle persone, ma solo con quella non si mangia. Per questo non si poteva fare un progetto basato esclusivamente sullo studentato. Io costruisco alberghi in tutta Italia e non vedo modo migliore per conservare e valorizzare un bene qual è la Manifattura. Lucca è splendida, “un salotto”, e merita una struttura alberghiera di livello ma devo trovare un posto che mi fa battere il cuore. Albergo allo stadio? Quello è un progetto differente: è più commerciale e prevede una foresteria, una palestra, ecc. Se me lo lasciano fare lo realizzo. Ma il grande albergo che sogno per Lucca è un’altra cosa. L’ex deposito militare in corso Garibaldi? No, quell’immobile non mi piace. Devo trovare un altro posto capace di farmi sognare». l


 

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