La protesta
Lucca, stalking contro la vicina di casa: chi è l’infermiera condannata a un anno
Gli assalti molesti durati mesi tra dispetti, insulti e musica a tutto volume
CASTELNUOVO. Per lavoro accudisce i malati, a casa infierisce sui vicini. Smesso il camice da infermiera, a domicilio, per l’accusa, era solita vestire quello della stalker.
È l’istantanea scattata nel corso del processo concluso con la condanna a un anno e 10 giorni di reclusione per una dipendente Asl (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr) rinviata a giudizio dopo la denuncia di una donna che vive in un’abitazione confinante. Una storia di stalking tra vicini che il giudice del Tribunale di Lucca, Jessica Ferrigno ha chiuso con una sentenza di colpevolezza per l’infermiera a carico della quale ci sarebbero stati altri episodi con comportamenti poco urbani nei confronti di diverse persone. E per sottolineare l’indole litigiosa e offensiva dell’imputata durante il dibattimento sono stati sentiti come testi i protagonisti delle passate discussioni con la donna.
Nel dispositivo il giudice ha subordinato la concessione della sospensione della pena all’obbligo dell’infermiera a partecipare a corsi di recupero finalizzati ad acquisire la consapevolezza del disvalore delle proprie azioni. Una riflessione critica e sincera sui fatti tradotti in condanna senza la quale la pena andrebbe in esecuzione. Così ha previsto la legge per chi viene ritenute responsabile di stalking e maltrattamenti.
Assistita dall’avvocato Elena Picchetti, l’imputata doveva difendersi dall’accusa di aver reso la vita impossibile alla vicina di casa, di una ventina di anni più giovane che si è costituita parte civile con l’avvocato Antonella Fontana. Il periodo delle persecuzioni sfociate in reati è quello del Covid, dal 2020 al 2021. Nella querela vengono elencate le situazioni più sgradevoli poi ribadite in aula quando la vicina vittima di stalking ha raccontato la sua versione. L’imputata ha la finestra del bagno che dà sul giardino della coppia e quel “canale” sarebbe stato utilizzato per insultare la vicina anche con rumori molesti e offese al marito, apostrofato come terrone di m. . .a. E ancora. Musica a tutto volume e l’auto parcheggiata nello spazio comune in modo da rendere difficile se non impossibile uscita o ingresso del furgone del vicino. Un distillato di dispetti e offese con l’epilogo della condanna che può essere sospesa solo se l’infermiera-stalker accetta di seguire i corsi di recupero in cui le spiegheranno che quello che ha fatto va oltre la maleducazione. È un reato.
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