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La sentenza

Lucca, illegittimo il licenziamento di un docente disabile: il ministero dovrà versargli gli stipendi arretrati

di Pietro Barghigiani
Lucca, illegittimo il licenziamento di un docente disabile: il ministero dovrà versargli gli stipendi arretrati

Nel suo ricorso il professore aveva sostenuto anche di aver subìto un trattamento discriminatorio per la sua condizione ma il giudice ha escluso questa “aggravante”

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LUCCA. È un invalido civile al cento per cento, ma nessun accertamento ha attestato la sua «incapacità lavorativa assoluta e permanente a svolgere l’attività di docente». È la pietra angolare su cui si basa la sentenza del Tribunale di Lucca che certifica come illegittimo il licenziamento di un professore precario, portatore di handicap gravissimo, adottato da una scuola superiore cittadina nell’ottobre 2023. Il ministero dell’Istruzione è stato anche condannato a pagare le mensilità - da ottobre 2023 a giugno 2024 - non percepite dall’insegnante.

Dopo essere stato estromesso dalla cattedra, per la quale aveva ottenuto l’incarico fino al 30 giugno, nel ruolo di docente di lingue e culture straniere in istituti di istruzione di II grado, l’insegnante ha impugnato il provvedimento firmato dalla dirigente scolastica. E nella causa davanti al giudice Alfonsina Manfredini contro il ministero dell’Istruzione ha dimostrato che quel licenziamento era stato deciso e attuato contro legge. Nel suo ricorso il professore aveva sostenuto anche di aver subìto un trattamento discriminatorio per la sua condizione di disabile, ma il giudice ha escluso questa “aggravante” nel provvedimento ritenuto, comunque, errato.

La lettera

È il 7 ottobre 2023 quando il docente, originario della Campania, riceve la lettera della dirigente scolastica. Si legge: «Decreta nei confronti del signor... in servizio presso questo istituto in qualità di docente di scuola secondaria di II grado per la classe di concorso AA24 – lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado la risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità psicofisica assoluta al servizio».

Uno choc a cui il professore risponde impugnando il licenziamento e anche l’esclusione dalla graduatorie Gps per la provincia di Lucca e dell’istituto. Primo pronunciamento Già in fase cautelare il docente si era visto riconoscere nel febbraio scorso il diritto a rientrare nelle graduatorie e che il licenziamento era illegittimo «non essendo risultato provato che il professore avesse una permanente inidoneità psicofisica assoluta al servizio nel ruolo di docente. Ciò in quanto la certificazione della commissione medica attestava solo che il ricorrente (peraltro fino a settembre 2024/data della rivedibilità) aveva una incapacità lavorativa (generica) al 100% con anche difficoltà a deambulare autonomamente senza l’aiuto di un accompagnatore, sì da giustificarsi l’erogazione dell’indennità di accompagnamento».

Deve tornare in cattedra

L’errore commesso dalla dirigente scolastica è stato quello di interpretare in maniera sbagliata le certificazioni mediche. Sostanziale la differenza tra l’invalidità lavorativa (generica), e la «permanente inidoneità psicofisica assoluta al servizio, di cui non vi è prova, non sottacendosi che anche nel corso dell’anno scolastico 2021-2022 (fine maggio 2022), così come negli anni precedenti, il ricorrente aveva svolto incarichi continuativi di supplenza fino al 30 giugno in istituti di istruzione superiore e, ancora, che risulta dal verbale della commissione medica che anche in tale sede egli aveva manifestato “buone capacità di giudizio e intellettive”».

Il giudice

Scrive il giudice che «l’incapacità lavorativa assoluta e permanente a svolgere l’attività di docente non c’era o comunque il ministero non ha offerto la relativa prova». Di qui il pagamento degli stipendi arretrati e il reintegro nelle graduatorie Gps per ottenere un nuovo incarico di supplenza.

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