Il Tirreno

Lucca

Tribunale

Il pm chiede 3 anni per l’ex sindaco di Vagli: nel mirino la pensione d’invalidità

di Luca Tronchetti
Mario Puglia sindaco di Vagli Sotto
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Mario Puglia sindaco di Vagli Sotto

Mario Puglia sotto processo con l’accusa di truffa ai danni dello Stato

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VAGLI. La procura chiede una condanna a tre anni di reclusione per Mario Puglia, 73 anni, il «Signore di Vagli», per oltre trent’anni il dominus della piccolo comune dell’Alta Garfagnana e attuale candidato sindaco, accusato di truffa ai danni dello Stato in relazione alla pensione d’invalidità indebitamente percepita. Per l’accusa, retta dal sostituto procuratore Antonio Mariotti, quei certificati d’invalidità sarebbero stati “taroccati” con ritocchi della macchina da scrivere. Nella sua lunga requisitoria scritta e depositata ieri mattina al giudice Giuseppe Pezzuti, il pubblico ministero ritiene che Puglia debba restituire all’Erario 600mila euro di rendita Inps e 227mila euo di rendita Inail complessive e legate a un’invalidità datata 1987 superiore al 90% e proseguita per 30 anni. Invalidità motivata da un deficit cognitivo e patologie da trauma talmente significative da creare un grave deterioramento mentale e disturbi dell’equilibrio. Quindi, per l’accusa, di fatto l’incapacità di svolgere il ruolo di sindaco che necessita del pieno possesso delle facoltà intellettive e fisiche. Una tesi confutata dal legale dell’ex sindaco, il professor Enrico Marzaduri, che nella lunga arringa protrattasi per oltre un’ora ha invece chiesto l’assoluzione con formula piena per il suo assistito che, a suo giudizio, non ha commesso il fatto. Il motivo? Non ci sono elementi per provare la condotta simulatoria del suo assistito. «Quelle valutazioni sulle invalidità sono da ascrivere ai sanitari che le hanno concesse e non al mio assistito».

Ritocchini a macchina

É quello il nodo del contendere. Per il pubblico ministero quei certificati d’invalidità sarebbero stati “taroccati” mentre per fugare ogni dubbio in udienza preliminare il gup nominò due periti (il professor Luigi Papi di Pisa e la dottoressa Valentina Bessi di Firenze) che dalla risonanza magnetica non riscontrarono alcun segno agli arti inferiori (fratture) e nemmeno lesioni craniche. Eppure Puglia, nel 1987 guardiano della diga Enel di Vagli (da quella data in poi non risultano infortuni sul lavoro ai custodi delle dighe Enel), aveva lamentato tre incidenti sul lavoro in 36 mesi. Tre incidenti decisamente singolari con conseguenze fisiche alla gamba sinistra dopo aver urtato contro un sasso in strada, alla testa per essere stato colpito da un comignolo di un caminetto mentre passava sotto l’abitazione e un grave trauma cranico per essere caduto, in una scarpata da un’altezza di cinque metri, nell’appoggiare il piede su un parapetto. Certo è che di questi traumi non risulta traccia dalle perizie.

La sentenza

Mercoledì 12 giugno parlerà in aula un altro legale dell’ex sindaco, l’avvocato Andrea Cardone, professore ordinario di diritto pubblico all’università di Firenze. La sentenza è attesa per venerdì 14.


 

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