Altopascio, abusi sulla dipendente: chi è il barista condannato
La donna ha filmato di nascosto l’ultimo assalto, poi è andata ai carabinieri
LUCCA. Prima del reato c’è una fiducia tradita. Lui, titolare di un bar, le aveva promesso un lavoro nella sua attività. Lei, una giovane connazionale, era partita dal suo Paese per venire in Italia e cambiare vita. La storia ha preso altre strade che niente hanno a che vedere con i sogni infranti di quella che il Tribunale ha ritenuto essere una vittima di violenza sessuale. Rinviato a giudizio con l’accusa di aver abusato almeno quattro volte di un’amica di famiglia, Zhanhong Wu (pubblichiamo le generalità perché non ci sono legami familiari o affettivi tra imputato e parte offesa, ndr) , 50 anni, nazionalità cinese, all’epoca dei fatti proprietario di un bar ad Altopascio, è stato condannato alla pena di 7 anni e 4 mesi.
La storia
Siamo nell’estate del 2021. La giovane arriva ad Altopascio dalla Cina. Wu, tramite conoscenze familiari, le ha detto che può lavorare nel suo bar. E anche per la casa non ci sono problemi. «Verrai a stare con la mia famiglia» la rassicura. La connazionale prende servizio e non coglie situazioni particolari che, invece, sono all’orizzonte. Tra giugno e agosto, secondo la denuncia della donna, approfittando dei momenti in cui i due restano da soli, il 50enne tenta e conclude approcci sessuali. Lei prova a rifiutarsi, ma la condizione in cui si trova, tra lavoro e casa, la rende vulnerabile.
Il video
Sa, la giovane barista, che il titolare potrebbe riprovarci. E così si organizza. Quando l’uomo ripropone le avances non richieste lei imposta la funzione video sul telefonino. Pochi secondi di audio e video che finiscono agli atti dell’indagine quando la donna, vittima di quello che sarà l’ultimo abuso, si presenta dai carabinieri.
La denuncia
I militari raccolgono lo sfogo-denuncia che diventa un’informativa da inviare in Procura. Un caso da codice rosso che si trasforma in un processo. Prima, però, gli inquirenti pensano alla sicurezza della donna che viene sistemata in una struttura riservata alle vittime di violenze di genere. Ci resta per circa un anno. Nel frattempo il titolare del bar viene rinviato a giudizio. E ora condannato a 7 anni e 4 mesi per aver abusato della sua dipendente.
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