Il viaggio solidale di Loris e Letizia: un’avventura durata 505 giorni
La coppia di Borgo a Mozzano ha percorso la Panamericana: 25mila chilometri alla scoperta di progetti umanitari e di accoglienza
BORGO A MOZZANO. L’esperienza di percorrere tutta la Panamericana, quel sistema integrato di strade di oltre 25mila chilometri che si snoda dall’Alaska fino alla provincia argentina dello Ushuaia, può essere vissuta in diverse maniere. C’è chi la vive alla stregua di viaggio avventuroso; altri, invece, la conducono come veri youtuber in modo da svolgere la professione di divulgatore social girando il mondo.
La coppia
C’è, però, anche una coppia, Letizia Dini di di Borgo a Mozzano e il suo compagno Loris Bacchetta, che ha deciso di abbinare nei 505 giorni spesi nel continente americano l’amore per il viaggio alla ricerca-scoperta di progetti umanitari avviati in quei Paesi da Organizzazioni non governative e associazioni locali. I due fidanzati, attivi professionalmente nei progetti di accoglienza e cooperazione internazionale, a bordo del loro van hanno potuto documentare senza filtri la realtà di queste zone del mondo, trattate spesso in maniera superficiale. Quando, al contrario, rappresentano delle grandi risorse. Anche in un viaggio così lungo, iniziato nel settembre 2022 e concluso lo scorso gennaio, capita di ritagliarsi uno spazio per visitare le radici familiari. E farlo assieme ai propri nonni materni, una delle tante storie di migrazioni italiane dello scorso secolo dettate da motivi lavorativi nel Paese verdeoro, rende il tutto ancora più speciale.
La storia
«Con i miei nonni materni, arrivati in Brasile per l’occasione, abbiamo visitato gli stati di Santa Catarina e Paranà – spiega Letizia Dini –. Sono territori legati alla loro storia. La famiglia di mia nonna Maria Ines, di cognome Sforza, era arrivata in Brasile nel 1888, mentre mio nonno Enrico giunse qui appena 13enne (correva il 1950) assieme a suo padre. Pochi anni dopo si incontrarono a Curitiba, teatro del loro amore, prima del successivo rientro in Italia. È stato veramente toccante raggiungere il Rio do Pinho, dove mio nonno lavorò in una fornace che produceva mattoni». Durante la loro Panamericana, Letizia e Loris hanno attivamente collaborato a 13 progetti sociali, in favore di persone costrette a vivere in condizioni di disagio, sparsi tra Centro e Sud America.
I progetti
Dalle comunità di accoglienza per i bambini abbandonati in Nicaragua, passando per un centro di assistenza e prevenzione che forma la popolazione sui temi della violenza familiare in Messico fino alle settimane nell’ospedale missionario “Claudio Benati” in Ecuador. «Sono stati mesi formativi a livello umano- spiega la coppia che a marzo festeggerà il decimo anniversario di fidanzamento – . Se dobbiamo proprio fare un nome, indichiamo le settimane trascorse aiutando gli operatori della “Casa del Migrante” a San Josè in Guatemala. Si tratta di un centro accoglienza per persone al confine tra Honduras, El Salvador e il sopracitato stato centroamericano».
Il viaggio
Nel corso di quei 505 giorni passati dall’altra parte del globo, Letizia Dini e Loris Bacchetta hanno condiviso il loro percorso con altre coppie. «Per alcuni era la loro seconda Panamericana a 20 anni di distanza dalla prima – raccontano i due – . Altri, invece, erano dei visitatori, per certi versi, social: cercano di vivere grazie ai loro viaggi raccontati attraverso i canali social. Dal canto nostro, abbiamo compiuto questo percorso basandoci unicamente sui nostri risparmi». In questi 16 mesi, sebbene alcune zone americane siano terreno fertile per la criminalità, i due fidanzati non hanno vissuto grosse situazioni di potenziale pericolo. «Ci sono stati solo un paio di sporadici episodi- rivelano Loris e Letizia-. Negli Usa e nell’Argentina settentrionale alcune persone avevano cercato di entrare di notte nel nostro van. I Paesi che ci hanno stupito maggiormente sono stati Ecuador ed El Salvador». Il futuro è ancora da scrivere, ma certamente la voglia di viaggiare non si è esaurita dopo 16 mesi. Anzi, se possibile, è aumentata. «L’amore per il viaggio non muore, però il nostro centro del mondo resta l’Italia – chiosano – . Qui abbiamo gli affetti e il lavoro. Fare la Panamericana, comunque, ne è valsa la pena: oltre ad aver convissuto per la prima volta dopo otto anni di fidanzamento (ridono Loris e Letizia, nda) , ci ha arricchito umanamente».
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