Attenzione
Lucca, seconda assoluzione per l’ispettrice della Municipale
La Corte d’Appello assolve Francesca Fambrini dall’accusa di furto di una pistola al comando
LUCCA Una seconda piena assoluzione per l’ispettrice della polizia municipale Francesca Fambrini che anche in appello ottiene una sentenza che conferma la sua estraneità all’episodio della sparizione da un armadietto del comando della pistola di ordinanza di un collega. Assolta in primo grado e ora anche dalla Corte d’Appello dal reato di furto pluriaggravato. Era stata la Procura a impugnare la sentenza del giudice monocratico Felicia Barbieri pronunciata nel giugno 2022. Assistita dall’avvocato Andrea Da Prato, l’ispettrice 52enne ha affrontato il nuovo processo durante il quale sono stati una decina di testi tra colleghi e carabinieri. L’esito è arrivato nel tardo pomeriggio con un verdetto di assoluzione (il sostituto procuratore generale aveva chiesto una condanna a 4 anni). Il Comune non si è mai costituito parte civile. La vicenda risale al marzo del 2017 e all’epoca fece discutere perché aveva tutti i contorni del giallo. In più, in quel periodo il comando dei vigili urbani era oggetto di svariate indagini della procura, in primis quella sull’allora comandante. La misteriosa sparizione di una Tanfoglio 9x21, l’arma in dotazione agli agenti della polizia municipale, andò a completare un quadro già piuttosto agitato. I fatti: la mattina di lunedì 20 marzo, un agente della municipale si presenta ai superiori per denunciare la sparizione della pistola che ha in dotazione. L’armadietto in cui è custodita l’arma viene trovato aperto, forse addirittura forzata. Sulla base di quanto raccontato dall’agente, i vertici del comando di piazzale San Donato presentano una denuncia per furto in procura. Una "nota di ricerca" per una Tanfoglio 9x21 viene diramata a tutte le forze dell’ordine impegnate nei controlli sul territorio. Ma non c’è bisogno di cercarla troppo: pochi giorni dopo il revolver ricompare a sorpresa al comando. A trovarlo è un agente della municipale. L’arma è in bella vista tra le scale d’accesso alla segreteria e l’ufficio contravvenzioni. E accanto alla rivoltella c’è un foglio A4 con una scritta sopra fatta a mano: «Stai attento la prossima volta». L’ipotesi iniziale è che l’ispettrice abbia voluto fare un dispetto al collega poi accusato e assolto per omessa custodia. Una tesi che non ha retto né in primo grado, né in appello con due assoluzioni per l’ispettrice.
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