Il Tirreno

Lucca

Il caso

Altopascio, rapina nella villa di una noto negoziante. I 25 minuti di terrore: «Sembravano tre tartarughe ninja per come erano bardati»

di Luca Tronchetti

	La villa della rapina (foto Sernacchioli)
◗
La villa della rapina (foto Sernacchioli)

A Marginone tre persone a volto coperto con pistola, ascia e mazza fanno irruzione nella casa del titolare di un famoso negozio di abbigliamento e rubano soldi e orologi

3 MINUTI DI LETTURA





ALTOPASCIO. «I 25 minuti più brutti della nostra vita: quando sono entrati sfondando la porta d’ingresso con mazza e ascia ci sembrava di vivere un film dell’orrore». Sono sconvolti, scioccati, devastati, traumatizzati per quei terribili momenti che li hanno segnati per tutta la vita. Gino Luporini, 66 anni, titolare dello storico negozio di abbigliamento «Torello» tra i più prestigiosi e antichi della Piana, e la moglie Brunella Biondi, poco prima della mezzanotte di lunedì sono stati vittime di una clamorosa rapina opera di professionisti del crimine che hanno svuotato la cassaforte, posta al piano superiore della bella villa immersa nel verde sulla via Mammianese a Marginone, impossessandosi di denaro, monili, orologi e di tutti i ricordi di famiglia per un valore di decine e decine di migliaia di euro. Sono arrivati persino a ripulire i cassetti dei mobili all’interno della dimora e a sistemare la refurtiva in sacchi neri prima di fuggire nascondendo i cellulari dei padroni di casa per impedire che potessero avvertire le forze dell’ordine.

A dare l’allarme, poco prima dell’una, è stato un vicino di casa. A sentito suonare il campanello della porta d’ingresso, è andato ad aprire e ha visto il commerciante e la moglie – terrorizzati e sotto choc – che imploravano il suo aiuto. Soltanto in quel momento i carabinieri del nucleo radiomobile e quelli della stazione di Altopascio sono potuti entrare in azione ed effettuare, con l’ausilio della scientifica, i primi rilievi sperando di trovare qualche traccia, qualche elemento che possa far luce sulla vicenda individuando i componenti del commando.

Tartarughe ninja

«Era circa mezzanotte ed eravamo seduti sul divano a guardare la televisione quando abbiamo sentito dei colpi tremendi verso la porta d’ingresso. – racconta ancora visibilmente scosso Gino Luporini – Non abbiamo avuto neanche il tempo di realizzare che quei tre, a colpi di mazza e di ascia, avevano buttato giù gli infissi come se avessero un ariete e si trovavano a pochi passi da noi con la sirena d’allarme che soltanto allora è entrata in azione per pochi istanti prima di essere disattivata dagli stessi malfattori». Abiti scuri, guanti, volto coperto e accento “volutamente” italiano: «A prima vista – prosegue il noto commerciante – sembravano tre tartarughe ninja per come si muovevano e per come erano bardati. Uno, forse due, ci hanno puntato una pistola mentre gli altri brandivano ascia e mazza. Parlavano un italiano un po’ forzato come volessero mascherare la loro vera identità». Professionisti del crimine che avevano studiato il piano nei minimi dettagli. Tagliando con le cesoie la rete che circonda la villa immersa nel verde, conoscendo l’impianto di videosorveglianza che non inquadra tutto il giardino e agendo con assoluta calma.

Lasciateci lavorare

Poche frasi, pochi concetti, ma netti e nitidi, rivolti ai padroni di casa: «State buoni e tranquilli, lasciateci lavorare che non vi faremo del male» la frase ricorrente ripetuta come un mantra mostrando l’arma da fuoco da uno dei tre malfattori, che sembrava il capo del commando: «Di fronte a quelle persone armate e mascherate sfido chiunque a ribellarsi. – conclude il titolare del negozio «Torello» in via delle Industrie ad Altopascio – Ci hanno detto di accompagnarli alla cassaforte a muro al piano superiore e abbiamo eseguito. Il contenuto del forziere lo hanno sistemato nei sacchi che avevano portato. Poi hanno svuotato tutti i cassetti e preso tutto ciò che trovavano. Ci hanno puntato le pistole, ma non ci hanno torto un capello e non hanno usato frasi a effetto o minacce di morte. É stata un’esperienza allucinante che non auguro al peggior nemico». Quando se ne sono andati – passando proprio dalla porta d’ingresso che avevano letteralmente scardinato – la coppia ha cercato inutilmente i cellulare per avvertire le forze dell’ordine: «Li avevano presi loro e inizialmente pensavamo se ne fossero impossessati. Invece li avevano nascosti e li abbiamo ritrovati soltanto nella tarda mattinata di ieri». 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web