Il dolore
Lucca, addio all’ultimo partigiano: è morto Carlo Serio
Dopo la guerra era diventato dirigente d’azienda e ha continuato a coltivare l’importanza della memoria della Resistenza
LUCCA. Se ne è andato l’ultimo partigiano di Lucca. Carlo Serio, classe 1932 (avrebbe compiuto gli 92 anni a novembre) era stato una giovanissima staffetta partigiana, specializzato nel trasporto delle armi. Come lui stesse ebbe modo di raccontare per il progetto “Memoriale della Resistenza”, la scelta di entrare nella lotta partigiana a soli 13 anni fu dovuta al fatto che «in famiglia eravamo tutti antifascisti».
La prima azione
Originario di Siena, ma fin da bambino abitante a Lucca in via Michele Rosi. Qui venne contattato da un antifascista, Roberto Landi, che lo incaricò all’inizio di portare delle carte. Da lì al trasporto delle armi il passo fu breve. In particolare Serio fu protagonista di un’azione importante, portando un pacco di armi trafugato nella sede dei carabinieri in Cortile degli Svizzeri a un gruppo di partigiani nei pressi del cimitero di Sant’Anna. «Non avevo paura –ha ricordato molti decenni più tardi –. All’epoca ero un ragazzotto incosciente. E proprio perché ero giovane venivo utilizzato per questi compiti: davo meno nell’occhio rispetto a una persona adulta». Il giorno della Liberazione di Lucca era nella zona di piazza Santa Maria: «Chiudemmo la porta, ma prima che riuscissimo a farlo due partigiani che erano usciti dalle Mura furono uccisi dai tedeschi che si stavano ritirando ma continuavano a sparare».
Dopo la guerra
Dopo la guerra Serio è diventato un dirigente in un’importante azienda e ha continuato a coltivare l’importanza della memoria della Resistenza. Fino a diventare presidente provinciale dell’Anpi e, dopo il termine del suo mandato quando fu sostituito da Rosalba Ciucci, venne nominato presidente onorario dell’associazione.
I ricordi
Cordoglio per la sua scomparsa è stata espressa dalla Provincia di Lucca: «Con la sua perdita – dice palazzo Ducale –, si spegne una delle voci più importanti di quei giorni. Un testimone che sapeva trasmettere le esperienze vissute in prima persona e dalla sua famiglia, facendo divenire la Memoria patrimonio di ognuno di noi. Ricordi che resteranno comunque, grazie alla sua testimonianza che non si spegnerà mai e che continuerà ad arricchirci». Interviene anche l’Istituto storico della Resistenza, del quale Serio era socio onorario: «Ragazzo partigiano della Formazione Bonacchi, si segnalò per azioni coraggiose: un impegno antifascista che amava ricordare come condiviso dalla madre. La serietà e la lealtà sono doti che lo hanno poi contraddistinto nel lavoro svolto in campo amministrativo nel settore marmifero. Attivo nell’Anpi di Lucca, ha validamente ricoperto per alcuni anni la carica di Presidente provinciale dell’Associazione. Schivo e silenzioso, si è fatto sempre apprezzare per la mitezza, la correttezza, la cordialità. Come socio del nostro Istituto, ha seguito costantemente con il suo prezioso contributo e il suo partecipe incoraggiamento la nostra attività».
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