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La sentenza

Garfagnana, pugno in faccia a un ragazzino: aggressore condannato a pagare 40mila euro

di Pietro Barghigiani
Garfagnana, pugno in faccia a un ragazzino: aggressore condannato a pagare 40mila euro

Il giudice ha riconosciuto anche i danni psicologici provocati al minorenne

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VAGLI. Un’aggressione violenta contro un minorenne. Un pugno in faccia e altri colpi al torace e alle braccia. Un trauma fisico evidente che nel tempo diventa anche psicologico. Dopo la sentenza di colpevolezza accertata nel penale per minacce e lesioni, l’autore del pestaggio è finito di nuovo davanti a un giudice. Stavolta per stabilire l’entità del danno da risarcire. Il Tribunale, acquisite le consulenze dei medici, lo ha condannato a risarcire la vittima del pestaggio con circa 40mila euro.

L'aggressione


L’episodio risale al 6 agosto 2017 nel comune di Vagli. Il ragazzo, nel frattempo diventano maggiorenne, abita in Media Valle. Quella sera d’estate era con amici a Vagli dove ebbe la sventura di incontrare il suo aggressore. Prima le minacce, poi le botte. Con uno strascico personale che l’ha costretto a rinunciare all’anno scolastico e a non frequentare più certi luoghi per la paura di ritrovarsi faccia a faccia con il chi l’aveva picchiato. Per più di quattro anni, stando agli atti del processo civile, la vittima ha seguito un percorso di sostegno psicologico, oltre a una serie di cure a denti e mandibola.

Le lesioni

I segni di quel pestaggio rimasero visibili al volto, alle braccia e al torace. Soprattutto in faccia le lesioni furono più marcate per il pugno sferrato al viso. Si legge nella sentenza del giudice Carmine Capozzi che il ragazzo ha denunciato danni morali che poi sono stati assorbiti nei danni biologici. I guai lamentati sono «la perdita dell’anno scolastico, le difficoltà di concentrazione, la rinuncia a tornare in Garfagnana per paura di incontrare l’aggressore, disturbi del sonno, il patema d’animo, la sofferenza interiore.
 

Danni psicologici

«In altre parole, una quota consistente della sofferenza morale è divenuta danno biologico per effetto della somatizzazione, portando ad una invalidità temporanea parziale, protrattasi per anni, che altrimenti non ci sarebbe stata» scrive il giudice. Tra danni non patrimoniali (morali e biologici) e patrimoniali (spese sostenute) il Tribunale ha stabilito un risarcimento di oltre 30mila euro a cui vanno aggiunge le spese di lite per quasi 10mila euro. Un pestaggio costato alla vittima guai fisici e psicologici e al responsabile un conto che supera i 40mila euro.

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