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Ospedale di Lucca, quattro infarti trattati con successo in una sola notte. Il dottor Bovenzi: «Siamo un riferimento per il cuore»

Ospedale di Lucca, quattro infarti trattati con successo in una sola notte. Il dottor Bovenzi: «Siamo un riferimento per il cuore»

Il cardiologo Cristiano Lisi: «La procedura di angioplastica che ho eseguito su un paziente ultracentenario è stata per me eccezionale»

13 maggio 2024
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LUCCA. Quattro pazienti, uno dei quali ultracentenario, ricoverati per infarto e trattati con successo nella Cardiologia dell’ospedale di Lucca.

È successo nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 maggio al “San Luca” «dove le crescenti attività cliniche, la riduzione della mortalità per infarto e l'elevato grado di soddisfazione dei cittadini sono alcuni dei traguardi più importanti conseguiti in questi ultimi anni dalla Cardiologia diretta da Francesco Bovenzi», spiega l’Asl in una nota.

«A Lucca il nostro impegno responsabile per il cuore è vita - sottolinea Bovenzi -. Siamo divenuti nel tempo un riferimento tra i più efficienti nella cura dell’infarto con una mortalità che è diminuita del 30% negli ultimi venti anni ed oggi è tra le più basse in Italia. Questi numeri testimoniano uno dei progressi assistenziali più significativi in termini di salute e di vite salvate nella popolazione di Piana e Valle del Serchio. Sono dati che costituiscono un motivo di orgoglio per l’Azienda e per tutti gli operatori della salute. Il nostro modello organizzativo è stato di recente potenziato grazie all’acquisizione di un secondo angiografo in Cardiologia che consente una gestione più rapida ed efficiente delle emergenze che richiedono l'esecuzione immediata di coronarografia ed angioplastica coronarica. Siamo capaci in più dell'80% dei circa 500 infarti trattati annualmente, di garantire la riapertura dell'arteria ristretta o occlusa dal trombo, come è appunto accaduto di recente per quattro nostri cittadini in una sola notte qui al San Luca».

«Uno dei pazienti trattati fra il 10 e l’11 maggio - spiega Eleonora Lami, medico della Cardiologia lucchese - è ultracentenario: aveva lamentato nella notte la comparsa improvvisa di un intenso dolore toracico. Dopo l’immediato intervento del 118, nonostante l’età avanzata, con più coraggio ma come sempre avviene in questi casi, ho subito attivato la nostra équipe di emodinamica, costantemente reperibile per le emergenze, formata da un cardiologo interventista, un infermiere e un tecnico di radiologia. Dopo l’esecuzione in urgenza della coronarografia, l’arteria occlusa da un trombo è stata brillantemente riaperta con un palloncino montato su catetere e successivo rilasci o di retino metallico. Una procedura per noi direi quasi ordinaria che permetterà, dopo la stabilizzazione e l’osservazione clinica, di far tornare presto a domicilio, ai propri affetti familiari, il nostro anziano paziente».

«La procedura di angioplastica che ho eseguito in questo raro caso – aggiunge l’altro cardiologo Cristiano Lisi - è stata per me eccezionale perché eseguita su un paziente ultracentenario, biologicamente molto fragile, predisposto a quadri clinici rapidamente evolutivi, complessi e spesso con un’anatomia del circolo coronarico sfavorevole. L’angioplastica coronarica anche in questi casi registra negli studi clinici risultati comunque favorevoli in termini di vite salvate. Del resto, è noto che il numero di interventi invasivi destinati a grandi anziani con infarto è in crescente aumento per il progressivo invecchiamento della popolazione. Confesso di aver provato una grande emozione nel riaprire con pochi gesti e in pochi minuti la coronaria occlusa dal trombo. Una gioia che ho condiviso con il paziente e con tutti i professionisti che mi hanno aiutato in sala. Sono consapevole di questo record, che ho il privilegio di condividere con pochi colleghi in altre realtà, ma che ci fa riflettere sui progressi conseguiti nella nostra Cardiologia del San Luca, frutto di tanto impegno e lavoro di squadra».

«In Cardiologia a Lucca - conclude Bovenzi - scriviamo ogni giorno pagine belle ed emozionanti legate al progresso della scienza del cuore. Lo facciamo con grande umiltà, responsabilità e umanità. La forza dei nostri numeri è straordinaria in termini di sopravvivenza e questo lo dobbiamo a un qualificato gruppo di professionisti che mi affiancano: Andrea Azzarelli, Andrea Boni, Lucia Borelli, Francesco Busoni, Lauro Cortigiani, Cristina Gemignani, Davide Giorgi, Elena Gronchi, Eleonora Lami, Cristiano Lisi, Roberto Lorenzoni, Alessandra Mazzoni, Niccolò Mancini, Laura Meola, Simone Pistoresi, Laura Tessandori, Cesare Volterrani. Le scelte che insieme abbiamo perseguito a difesa della salute del cuore e dei vasi dei cittadini sono state lungimiranti e animate da quella comune passione che non ha età e che chiamiamo cuore. Questo impegno rappresenta per noi e per l’Azienda un motivo di orgoglio perché consente di rendere vivi i sogni di tanti pazienti che si rivolgono a noi fiduciosi divenendo così la nostra storia».

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