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In manette

Lucca, botte e umiliazioni alla fidanzata: lei lo fa arrestare con un sms

di Luca Tronchetti
Lucca, botte e umiliazioni alla fidanzata: lei lo fa arrestare con un sms

L’operaio è recidivo: era stato condannato a due anni per maltrattamenti

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LUCCA. Non gli è servita una condanna a due anni già passata in giudicato per maltrattamenti e le vessazioni a cui aveva sottoposto la ex compagna. E ha gettato alle ortiche anche la possibilità, che la legge gli offriva, di evitare la detenzione usufruendo della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Evidentemente per il trentanovenne, lavoratore saltuario di un’impresa di facchinaggio, parlare di sentimenti con l’altra metà del cielo è come cercare di esprimersi in una lingua straniera del tutto sconosciuta.

L’arresto

E così alle 14 di mercoledì 8 maggio l’uomo, che risiedeva in centro, è finito in manette e trasferito nel carcere di San Giorgio dove è rimasto per 24 ore: giovedì è uscito usufruendo degli arresti domiciliari. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri di Lucca Centro assieme ai colleghi del radiomobile in seguito al decreto di sospensione di un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio di sorveglianza di Pisa dopo che l’ex operaio – invece di scontare la pena definitiva di due anni di reclusione per i maltrattamenti alla ex avvenuti da giugno 2019 a giugno 2020 – usufruiva dell’affidamento in prova ai servizi sociali da gennaio 2024. Stando all’accusa da aprile e fino al 6 maggio l’operaio ora disoccupato avrebbe maltrattato la nuova compagna di 32 anni dipendente di un ristorante della Lucchesia.

Botte e umiliazioni

La giovane sarebbe stata sottoposta a continue umiliazioni, percosse e minacce di morte. Scenate di gelosia arrivate sino ad avvicinarle al collo la punta di un cavatappi. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha convinto la compagna dell’operaio a denunciarlo ai carabinieri è avvenuta nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 maggio scorso quando, per l’accusa, la dipendente del ristorante veniva aggredita, schiaffeggiata e segregata in casa fino al mattino successivo. Soltanto allora, con il pretesto di dover andare a lavoro, la giovane lasciava la casa in centro storico per raggiungere la caserma di Cortile degli Svizzeri e denunciare l’episodio prima di farsi medicare al pronto soccorso del San Luca per le lesioni subite (prognosi di sette giorni) Nel frattempo i carabinieri avevano trasmesso gli atti in procura ed era stato attivato il Codice Rosso. L’epilogo nella mattina di martedì 7 maggio quando il trentanovenne, dopo vari tentativi, ha rintracciato la giovane compagna che aveva trovato riparo e accoglienza a casa di un’amica subito dopo l’aggressione e la denuncia sporta alla caserma di Cortile degli Svizzeri. Lì ha cercato di riconquistarla, ma senza successo e allora ha iniziato a minacciarla di morte. Carabinieri e polizia, avvertiti con un sms della presenza dello stalker nella casa dove si era nascosta la compagna, si sono precipitati ma non lo hanno trovato non potendolo arrestare in flagranza di reato. La procura però aveva allertato l’ufficio di Sorveglianza di Pisa che ha emesso il decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione della pena e alle 14 di mercoledì 8 maggio il trentanovenne rintracciato in centro storico è stato arrestato. 



 

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