Il dolore
Lucca, casa sfasciata e via dai domiciliari: arrestato
Fermato dai carabinieri per evasione l’inquilino che aveva “sfrattato” la padrona di casa dopo la serie di danneggiamenti nell’abitazione presa in affitto
LUCCA. Per i danni se la vedrà con la padrona di casa, costretta a fuggire dalla sua abitazione dopo la sequela di rotture di mobili e infissi.
Per le ripetute evasioni dagli arresti domiciliari Pierfrancesco Pistoia, 40 anni, è finito in carcere.
Lo hanno trovato l’altra sera i carabinieri di San Concordio all’esterno di una pizzeria del quartiere. Non poteva trovarsi lì. L’unico posto in cui dove stare era la casa, di cui aveva preso in affitto una camera, nella quale il giudice tempo addietro gli aveva imposto di rimanere in attesa del processo per un furto di occhiali all’ottica Talini in via Fillungo (pochi giorni prima fermato per furto di abbigliamento a Pietrasanta) .
Secondo l’accusa Pistoia avrebbe violato più volte la misura cautelare mettendosi, quindi, nella condizione di finire in San Giorgio. Una destinazione formalizzata ieri mattina che mette fine, per il momento, a un soggiorno vandalico che da settimane aveva trasformato la proprietaria dell’abitazione in una “sfrattata” dalla sua casa. Una storia raccontata dal Tirreno l’11 aprile. L’ultima volta che la signora si è presentata nell’immobile era mercoledì sera. Prima di allora non se la sentiva di avvicinarsi, «perché avevo paura di come avrebbe potuto reagire quella persona» spiega.
“Scortata” dalla figlia e due amici la proprietaria è entrata in casa per recuperare alcuni documenti. L’inquilino non c’era.
«Scopro che la porta della mia stanza, chiusa a chiave, è stata palesemente forzata – racconta – . Dentro è la devastazione: mobili schiantati, vetri infranti. I vicini quindi avevano ragione quando dicevano di aver sentito rumori compatibili con simili episodi. Era evidente che i danni erano stati fatti con lo scopo preciso di danneggiare me, perché la camera dell’altra inquilina non era stata aperta. Inoltre erano stati danneggiati esattamente i mobili a cui tenevo di più, come quel tipo aveva avuto modo di capire nel corso della nostra convivenza».
Dopo quel sopralluogo tra rabbia e scoramento, la signora chiama i carabinieri che rilevano i danneggiamenti e prendono atto che il 40enne che doveva essere in casa ai domiciliari è assente. Un’evasione, nell’ipotesi dell’accusa, che si somma alle precedenti. «I vicini mi hanno riferito che è rientrato alle 22 – aggiunge la donna – . Alle 19 era stato visto in un bar mentre minacciava di fare danni alla casa. Il mio timore è che una volta fuori pretenda di rientrare. Ho messo due avvocati per impedire quella che per me sarebbe una catastrofe».l
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