Il Tirreno

Lucca

L’incidente

Gasolio irregolare, sequestri anche in provincia di Lucca: cosa rischiano i benzinai denunciati

di Luca Tronchetti
Gasolio irregolare, sequestri anche in provincia di Lucca: cosa rischiano i benzinai denunciati

Nei guai per frode in commercio un sessantenne benzinaio della Lucchesia e il gestore di una pompa in Versilia

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LUCCA. Milleottocento litri di gasolio sequestrati nelle stazioni di servizio tra le province di Lucca, Massa e Siena nel corso di controlli incrociati tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate con quattro benzinai denunciati con l’accusa di frode in commercio che, se venisse confermata in sede processuale, porterebbe i responsabili a condanne sino ai due anni di reclusione (ovviamente in carcere non ci andrebbe nessuno) e a una multa di 2065 euro.

Due dei quattro gestori di pompe di carburante sono della provincia di Lucca. Si tratta di un sessantenne dell’Alta Garfagnana – a cui le fiamme gialle hanno sigillato due cisterne contenenti 8000 litri di gasolio per un valore commerciale di circa 15mila euro oltre agli erogatori della pompa – e del titolare di una stazione di servizio in Versilia sottoposto al sequestro di alcuni migliaia di litri di gasolio non raffinato in modo corretto. Altre denunce invece nella provincia di Siena mentre i controlli si sono estesi anche al territorio di Massa dove, allo stato attuale, non sarebbero emerse irregolarità anche se accertamenti e verifiche proseguono.

Le ispezioni

Gli interventi, che si inquadrano nel protocollo d’intesa sottoscritto tra Finanza e Agenzia delle Dogane, sono stati preordinati a garantire non solo il regolare assolvimento degli obblighi impositivi evitando l’evasione delle accise, ma anche il corretto funzionamento dei sistemi di erogazione delle stazioni di rifornimento, la qualità del prodotto venduto e la trasparenza dei prezzi al consumatore con il prezzo alla pompa che, nei casi delle denunce, è ritenuto anti-economico a causa dell’irrisorio margine di guadagno. Nel corso delle operazioni di verifica ai distributori di carburante è emerso che i quattro distributori, oggetto d’indagine, commercializzavano gasolio non conforme agli standard previsti dalla specifica normativa di settore perché connotato da un punto di infiammabilità inferiore a quanto prescritto.

I danni agli utenti

Gli inquirenti hanno seguito la filiera della distribuzione di carburante: dalla corretta raffinazione sino all’arrivo alla pompa. La taratura non sempre è regolare e attraverso la contabilizzazione e le giacenze di gasolio il prodotto viene analizzato per capire se il grado di infiammabilità è inferiore ai 55 gradi. Se così non fosse l’alta pressione provocherebbe la rottura o il danneggiamento degli iniettori causando guasti assai rilevanti al motore. 



 

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