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Scrittore aggredito a Lucca, le accuse al medico indagato per tentato omicidio: «Prima il sonnifero, poi i pugni». I soldi il movente
Le motivazioni della Cassazione sull’arresto in cella del dottore 43enne «dominato da interessi economici». La ricostruzione di un’articolata vicenda che ha avuto il suo culmine il 18 febbraio del 2023
LUCCA. «Ha strumentalizzato la propria professione di medico, oltre che il ruolo di amico, per conseguire vantaggi economici, sia nell’immediato, che in prospettiva del decesso della persona offesa, persona anziana, sola ed in precarie condizioni di salute, e ha palesato una personalità manipolatrice dominata da interessi economici».
È la descrizione fornita dal Tribunale del Riesame sul dottor Carmine Carraro Pezzullo, 43 anni, indagato per tentato omicidio aggravato nei confronti di uno scrittore 84enne americano. Un episodio avvenuto il 18 febbraio 2023 in un appartamento del centro storico.
La personalità
Si tratta di uno dei passaggi alla base della decisione del Riesame di disporre la custodia in carcere del dottore per la violazione delle prescrizioni degli arresti domiciliari disposti dal gip di Lucca.
Il provvedimento era stato impugnato dal medico, ma la Cassazione a gennaio aveva confermato l’ordinanza del Riesame disponendo il carcere. Nella sentenza della Suprema Corte emergono altri dettagli sul dottore di famiglia. Non solo sui rapporti con lo scrittore americano e il possibile movente del tentato omicidio.
Polizze vita
Un’altra persona, una lucchese, aveva affidato al medico i suoi risparmi e venduto alcuni beni. Dalle indagini era stato appurato che la donna aveva «ceduto all’indagato un’immobile a Monte a San Quirico per il corrispettivo di 70mila euro e aveva sottoscritto a favore del medesimo tre polizze sulla vita dell’importo complessivo di 210mila euro».
Quei 600mila euro
Quella della polizza vita è una forma di investimento che ritorna anche nella vicenda dello scrittore statunitense. E, secondo l’accusa, sarebbe all’origine dell’aggressione di oltre un anno fa. L’84enne americano, stando alla ricostruzione dell’accusa, aveva accusato Pezzullo di aver mal gestito i suoi soldi e aveva palesato l’intenzione di cambiare le disposizioni testamentarie che lo istituivano erede insieme a una persona di sua fiducia. I due erano risultati beneficiari, in caso di morte dello scrittore, di sei polizze stipulate con la Zurich Spa per l’importo complessivo superiore a 600mila euro.
L’aggressione
Nella ricostruzione della vicenda, nella quale il medico sostiene di non aver aggredito lo statunitense, la Procura sulla base delle indagini dei carabinieri mette insieme questa sequenza.
Il sonnifero
Ecco come il dottore avrebbe cercato di ucciderlo: «Somministrava dapprima all’84enne un sonnifero, poi nel colpirlo reiteratamente al volto con pugni e con un vaso in mogano, ed infine, quando la vittima giaceva a terra, nell’impedirgli di respirare posizionandogli una coperta sulla bocca e sul naso, cagionandogli lesioni personali consistite in un trauma cranico commotivo, una frattura multiframmenentaria composta dell’arcata temporozigonnatica sinistra, una frattura del seno mascellare sinistro e dell’orbita sinistra, una frattura delle ossa nasali, ferite lacero-contuse multiple al cuoio capelluto e ai padiglioni auricolari».
Un manipolatore
Il Tribunale del Riesame ha concluso per l’arresto in carcere sostenendo la «sussistenza di un quadro indiziario grave a carico del ricorrente (Pezzullo, ndr) , che aveva strumentalizzato la propria professione di medico per conseguire vantaggi economici palesando una personalità manipolatrice, dominata da interessi economici».
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