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Lucca, trattativa per il Caffè Di Simo: «Tuteleremo la sua storia»

di Michele Masotti
Lucca, trattativa per il Caffè Di Simo: «Tuteleremo la sua storia»

Un operatore del settore ha già effettuato un sopralluogo. Conti: «Abbiamo detto di no a un paio di soggetti interessati, pure di alto profilo, poiché il loro progetto avrebbe stravolto la storia di questo Caffè»

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LUCCA. Ci sono luoghi nei quali il tempo, per quanto i granelli di sabbia continuino a scorrere nella clessidra, sembra essersi fermato. Quasi come se grazie a una magia, che può essere accomunata a una delle arie di Giacomo Puccini o alle poesie di Giovanni Pascoli, si fosse riuscita a cristallizzare l’atmosfera di fine XIX e inizio XX secolo quando l’Antico Caffè di Simo, che domani riaprirà per i prossimi due mesi con tante iniziative musicali e culturali, era il punto di ritrovo di alcuni tra i più importanti intellettuali italiani dell’epoca. Con la prospettiva, sempre più concreta con il passare dei giorni, di una successiva apertura definitiva del locale alla luce dell’interessamento di un’azienda locale.

Per molte generazioni di lucchesi il Caffè di Simo, chiuso dall’estate 2012, fa rima con tradizione culturale. Quella che per la proprietà del fondo, le cugine Giulia Barsanti ed Erula dell’Agnello (rappresentate dall’avvocato Sergio Conti) , è la conditio sine qua non per trattare la cessione, temporanea o definitivo, del locale. «Abbiamo detto di no a un paio di soggetti interessati, pure di alto profilo, poiché il loro progetto avrebbe stravolto la storia di questo Caffè – spiega Conti – . Siccome stiamo parlando di uno dei simboli del centro di Lucca, i proprietari hanno imposto di salvaguardare tutta la ricchezza culturale custodita da queste stanze. Pensate che alcuni potenziali acquirenti avrebbero voluto eliminare l’originaria denominazione».

Conti conferma come nei giorni scorsi ci sia stato un sopralluogo dell’azienda lucchese che avrebbe fornito le garanzie migliori. «Possiamo definirlo un incontro conoscitivo – prosegue il legale–. Gli interessati hanno ribadito di impegnarsi sì nell’attività di bar unito alla piccola ristorazione ma mettendo in evidenza l’aspetto culturale. La trattativa va avanti, anche se devono essere limati alcuni aspetti».

Per Mia Pisano, assessore alla cultura, la riapertura provvisoria del Di Simo significa l’aver mantenuto una promessa presa con la città. «Mi riesce difficile mascherare l’emozione – afferma l’esponente di Difendere Lucca –. Abbiamo fatto tutto il necessario per riportare questo luogo a essere, senza fare paragoni con il passato, un mix di appuntamenti culturali e convivialità. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro degli uffici comunali e del gruppo Giannecchini». Possibile che il calendario di eventi, ancora in aggiornamento, possa venire allungato fino a giugno. Il professor Umberto Sereni, da sempre fautore della riapertura, parla di emozione.

Appena entrati nel locale, arredato dalle fotografia del secolo scorso con Puccini e Pascoli in bella, sulla destra balza all’occhio il balcone in legno, pronto a tornare in funzione. Da domani pomeriggio, infatti, verrà ripristinato il servizio bar con la degustazione del caffè “Aromatica Armonia”, la miscela che Bonito ha dedicato al compositore lucchese per celebrarne il centenario della morte.

«Rendo merito all’assessore Pisano di aver raggiunto questo traguardo – dice l’ad di Bonito Nicola Giannecchini –. Ci siamo messi volentieri a disposizione per questa storica riapertura. È una rivisitazione, basandoci su un carteggio tra lo stesso Puccini e Castelli, del caffè dell’epoca». Questo spazio, inoltre, sarà disponibile nei fine settimana per gli esercenti che vorranno utilizzarlo come vetrina per la promozione dei loro prodotti.


 

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