La protesta
Lucca, malattie rare in aumento: 4mila casi in provincia
I dati presentati durante l’iniziativa degli Amici del Cuore
LUCCA. A livello mondiale sono oltre 300 milioni i casi di malattie rare conclamati, 30 milioni dei quali in Europa e due milioni in Italia. Dati preoccupanti anche in Toscana, dove ad oggi si registrano 63.858 casi di malattie, con un trend in notevole aumento. Non va meglio nella provincia di Lucca in cui si riscontrano 3.941 pazienti, 1.791 dei quali nel Comune capoluogo e nella Piana, 1.538 in Versilia e 585 nella Mediavalle del Serchio e in Garfagnana.
Un fenomeno allarmante che mette in apprensione sanitari e cittadini e induce a una seria riflessione sul da farsi per far fronte a quello che sta diventando un dramma sociale dai contorni sempre più inquietanti, considerando che una larga fetta di casi riguarda bambini in tenera età difficili da diagnosticare. La questione è stata esaminata ampiamente nel corso di un convegno promosso dall’associazione Amici del Cuore di Lucca-Centro di Sanità Solidale, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare. «Dobbiamo agire tempestivamente per affrontare con ogni mezzo possibile gli innumerevoli casi di patologia che si riscontrano con una frequenza sempre più alta e vanno a colpire uomini, donne e bambini di tutte le fasce di età – esordisce Raffaele Faillace, presidente del sodalizio che ha sede al civico 101 di via dei Pubblici Macelli –. Da anni ci occupiamo di questo ambito così complesso della medicina che riguarda casi da studiare individualmente, in quanto sempre diversi tra di loro. Ma per raggiungere risultati ottimali è necessaria la collaborazione attiva di tanti soggetti e delle istituzioni. Perciò proponiamo di avviare una nuova e più fattiva convenzione tra la nostra associazione, la conferenza dei sindaci di tutta la provincia, l’Asl nord ovest, l’istituto Sant’Anna, l’ospedale di Careggi, la fondazione Monasterio e ovviamente i medici di base coinvolti nel progetto». Anche la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca è pronta a fare la sua parte. Lo afferma il vicepresidente Raffaele Domenici, il quale si sta adoperando per progetti su robotica e telemedicina che potrebbero dare ottimi risultati nel campo delle malattie rare. Piena collaborazione dall’Ordine dei medici che, attraverso il suo presidente Umberto Quiriconi, annuncia un nuovo e importante convegno a breve sul tema, allo scopo di sensibilizzare i colleghi a livello di medicina territoriale, anche attraverso corsi formativi. «Bisogna tenere alta la guardia – spiega – perché spesso queste patologie vengono diagnosticate tardi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
