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Turn over nelle scuole della provincia di Lucca, ecco dove si liberano posti

Studenti in attesa di entrare a scuola
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Studenti in attesa di entrare a scuola

Tra bidelli e docenti sono 150 quelli che lasciano l’attività. La maggior parte alle superiori, ecco le cattedre vacanti

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LUCCA. Crescono rispetto al 2023 i lavoratori della scuola, intesi sia i docenti che il personale Ata, della provincia di Lucca che dal prossimo primo settembre cesseranno il proprio servizio dopo aver maturato il diritto alla pensione. Saranno 150 i professionisti, undici in più di un anno fa, la cui posizione è stata "vidimata" dall'Inps. Un dato che, altresì, certifica come non siano stati ritenuti sufficienti i requisiti presentati dagli altri 32 richiedenti, la cui domanda di pensionamento non è stata accettata. Lo scorso febbraio, infatti, erano pervenute all'Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara (gli istituti di questa provincia non sono compresi in questo computo) 182 domande di pensionamento. A questi dati, inoltre, andrà aggiunta più avanti quella manciata di istanze presentate attraverso "quota 103".

Numeri allo specchio

Spacchettando le statistiche, a partire dall'area geografica interessata, balza all'occhio come la maggior parte dei pensionandi sia attualmente in servizio nelle scuole della Piana di Lucca (68). Lieve aumento riscontrabile negli istituti della Valle del Serchio, passati dai 14 di dodici mesi fa ai 18 attuali, mentre la crescita nel panorama versiliese si attesta sulle dieci unità (64). Per quanto concerne la suddivisione tra le varie posizioni, dal primo settembre 2024 non percorreranno più i corridoi delle loro scuole 114 docenti. Dei 36 componenti del personale Ata, invece, 28 rientrano nella categoria dei collaboratori scolastici mentre i restanti otto fanno parte degli assistenti amministrativi. In questi numeri sono compresi pure i tre dirigenti scolastici prossimi alla pensione. Si tratta di Giovanni Testa (Ic Lucca 6), Patrizia Farsetti (Istituto comprensivo Barga con reggenza sull'Ic Gallicano) e Antonio Debidda (Ic Marco Polo-Viani di Viareggio). Spostando l'attenzione sugli ordini di insegnamento dei docenti, 14 lavorano nelle scuole materne, 30 nelle elementari, 15 nelle medie e la maggior parte, 53, negli istituti superiori. Senza tralasciare pure i due professori di religione che possono contare su di un apposito status.

Scuola per scuola

Non c'è da meravigliarsi, quindi, se siano gli istituti secondari di secondo grado ad avere il maggior numero di professori che andranno in pensione. Al vertice di questa speciale graduatoria, considerando solo le scuole di Lucchesia, Piana e Valle del Serchio, c'è il Polo Fermi-Giorgi a quota 10, tallonato con 8 posti vacanti dall'Isi Carrara-Nottolini-Busdraghi. Podio completato a braccetto dall'Isiss della Piana di Lucca, comprendente liceo Majorana di Capannori e l'Istituto tecnico Benedetti di Porcari, e dal liceo artistico musicale Passaglia con quattro docenti pensionandi a testa. Questi posti, giova ricordarlo, non saranno gli unici per le immissioni a ruolo.

A quelli sopra elencati andranno aggiunte, dal punto di vista formale, le cattedre attualmente vacanti e coperte con delle supplenze. Toccherà al ministero dell’Istruzione indicare quanti ingressi nel turnover scolastico ci saranno, da perfezionare con le vecchie graduatorie (dove ci sono) e quelle dei concorsi.

Classi di concorso

Il meccanismo dei pensionamenti produrrà pure un effetto domino sui codici che identificano i requisiti accademici utili per accedere all'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria, che sia di primo o secondo grado. La classe di concorso in assoluto maggiormente interessata è quella di lingua e cultura inglese con sei posti vacanti nelle scuole superiori, seguita a quota cinque dall’A-28, inerente a matematica e scienza, da all’A-11 incentrate sulle discipline letterarie e latino e dall'A-12, semplicemente italiano. A chiudere questo podio virtuale troviamo sempre con cinque cattedre vacanti per le superiori la classe di concorso di disegno e storia dell'arte.

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