Sicurezza
Lucca, invalida dopo essere stata colpita da un albero: Comune condannato a risarcire. Le accuse e la sentenza
La donna venne centrata da un pioppo mentre era in auto sul viale Luporini. Ecco quanto dovrà pagare Palazzo Orsetti
LUCCA. Un anticipo di 410mila euro versato per effetto di un’ordinanza del Tribunale in corso di causa a favore di una donna vittima di un gravissimo infortunio stradale. Ora, a chiusura del processo civile di primo grado, vengono riconosciuti altri 250mila euro al figlio dopo il decesso della signora avvenuto a quattro anni dall’incidente per cause indipendenti dalle lesioni rimediate nella vicenda che può essere elevata a simbolo di fatalità e incuria. Per un albero caduto su un’auto e che rese invalida per almeno quattro anni una pensionata, il conto al momento è stato di 660mila euro.
La sentenza
Il Comune di Lucca è stato condannato in sede civile a risarcire il familiare della pensionata che la mattina del 12 settembre 2017 mentre era alla guida della sua Citroën C3 venne colpita da un pioppo alto 11 metri che franò sull’utilitaria schiacciando il tettino e provocando lesioni gravissime alla conducente.
Si salvò, ma a quale prezzo è stato il tema del riconoscimento delle varie voci di danno non solo patrimoniale, ma anche morale e biologico.
La caduta
Erano circa le 11. La signora, 68enne, stava tornando nella sua casa a San Donato dopo aver fatto la spesa, ignara di andare incontro a un destino che le avrebbe stravolto la vita.
Nel tratto di viale Luporini, poco dopo la gelateria “Cremeria Opera”, la pianta ormai secca, ma mai messa in sicurezza con un taglio radicale, si abbattè sul veicolo. Una coincidenza da record della sfortuna per la signora che proseguì l’andatura per alcuni metri prima di arrestare la corsa della C3. Il tettino sfondato e sotto, al posto di guida, la donna colpita alla testa e alla schiena furono le immagini choc apparse ai primi soccorritori.
La responsabilità
Un episodio con una responsabilità civile (escluse quelle penali di politici e dirigenti di settore, ndr) in capo al proprietario dell’area in cui trovava la pianta malata e prossima a cadere.
«Ente responsabile»
La copertura assicurativa garantirà il pagamento disposto dal giudice che scrive: «Nessuna delle parti ha seriamente revocato in dubbio che a distaccarsi dal terreno e dalle radici, rimaste ancorate al suolo, travolgendo l’autovettura sia stato il tronco di una pianta di pioppo, in passato capitozzata ed ormai completamente rinsecchita. Tutto ciò che attiene allo stato manutentivo della pianta afferisce per contro ai profili di rimproverabilità soggettiva del custode. Neppure è stata adombrata l’incidenza del caso fortuito, di tal che su tale aspetto è superfluo continuare ad indulgere. “La ricorrente ha fondatamente dedotto che la particella di terreno al suolo della quale l’albero crollato era infisso ha formato oggetto di espropriazione in favore della controparte (Comune, ndr) , il che vale a configurare il potere di governo, e quindi la custodia, sulla cosa produttiva dell’evento lesivo”. Da ciò discende l’innegabile responsabilità dell’ente proprietario».
Atto mai registrato
Nel corso del procedimento penale era emersa un’anomalia, poi passata in atti anche in quello civile.
Il Comune nel 1978 aveva espropriato l’area dove si trovava il pioppo collassato, ma non aveva provveduto alla trascrizione del decreto di esproprio agli uffici catastali tanto che, almeno fino al maggio 2019, la particella catastalmente era attribuita ai precedenti proprietari privati.
E proprio questa difformità – una sostanziale assenza di paternità – aveva fatto sì che il pioppo, attraverso i vari trasferimenti (Comune, Sistema Ambiente che aveva in carica il verde pubblico fino al 2016 e Opera delle Mura che lo ha avuto dal 2017 in poi) , non sia mai stato compreso nell’elenco dei beni su cui garantire la necessaria manutenzione.
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