Lucca, l’Asl riduce il personale: nel 2024 escono in 59
Piano triennale presentato ai sindacati: ogni anno 70 in meno. L’allarme della Uil: «Il tetto di spesa mette a rischio i servizi»
LUCCA. Sos personale sanitario. Nel 2024 sono previste almeno 59 uscite nella zona della Piana di Lucca tra ospedale e servizi territoriali e il turn over non potrà essere garantito al 100% per questioni economiche e per carenza di specialisti. La Uil lancia l’allarme: «L’obiettivo dell’Asl è ridurre il personale di 70 unità l’anno per un triennio. Siamo preoccupati per la tenuta dei servizi». Ma andiamo con ordine.
Il trend
Dal 2020, con lo scoppio della pandemia non sono stati periodi semplici per la sanità – italiana, toscana e lucchese – e anche se adesso il Covid è alle spalle, il 2024 non si annuncia semplice. Lo si evince dal “Piano triennale dei fabbisogni di personale 2024-2026” che l’Asl nord ovest nei giorni scorsi ha presentato ai sindacati. Dentro ci sono numeri interessanti: sono 13.673 i dipendenti a tempo indeterminato dell’azienda (11.082 unità appartenenti al comparto e 2.591 appartenenti alla dirigenza). In più ci sono 215 dipendenti a tempo determinato, 67 ad incarico libero professionale e 171 lavoratori in somministrazione. Il costo del personale ammonta a 802.425.561 milioni di euro. Troppi, visto il buco di bilancio che la Regione si trova a fronteggiare e il tetto al limite di spesa fissato per legge e parametrato sull’anno 2004 per di più con una riduzione dell’1,4%. Fantascienza che può tradursi in realtà solo tagliando il personale. Così per il 2024 le cessazioni previste sono 1.165. Gli ingressi invece, sono 80 in meno, nello specifico 1.085.
Situazione sul territorio
In base alle previsioni di pensionamento sono 59 i professionisti della sanità della zona Piana di Lucca che andranno in pensione nei prossimi mesi per limiti di età o perché hanno già comunicato all’azienda di voler uscire avendo maturato i requisiti. Un numero già di per sé elevato e che per forza di cose è destinato a crescere visto che negli ultimi tempi sono sempre di più i professionisti che scelgono di andare nel privato.
Nello specifico si tratta di 9 dirigenti tra medici e biologi, 20 infermieri, 8 operatori socio sanitari, 5 collaboratori amministrativi professionali più altre figure professionali (assistenti amministrativi, coadiutore amministrativi, tecnici, tecnici sanitari, collaboratori tecnici etc.). L'obiettivo dell’azienda è di garantire il turnover, compatibilmente con la disponibilità di personale nei settori specifici. Ma ci sono anche delle limitazioni anche di carattere economico.
I paletti
A metà gennaio l’azienda sanitaria ha illustrato questi numeri alle sigle sindacali e alle Rsu e sono emerse diverse criticità. «Il problema è che la Regione chiede di diminuire ogni anno di 70 unità il numero del personale per rientrare nel tetto di spesa previsto dalla normativa nazionale – spiega Pietro Casciani, segretario provinciale della Uil Funzione pubblica –. Di conseguenza c’è un grosso punto interrogativo perché il fabbisogno di personale è superiore ai numeri che l’azienda ha proposto. Il nasce col Covid: durante la pandemia, Regione e aziende sanitarie, rendendosi conto delle criticità, hanno fatto assunzioni importanti. Il trend è proseguito nel 2021 e ovviamente le spese sono cresciute, di conseguenza a partire dal 2022 (–186 unità, ndr) è iniziata la contrazione che proseguirà nel triennio 24-26. Con i numeri in calo però c’è un problema di organizzazione dei servizi, per questo abbiamo chiesto all’azienda un piano industriale. È chiaro che con 70 persone in meno è difficile mantenere la stessa offerta e far fronte alle esigenze della popolazione».
Le carenze di personale sono già diffuse in maniera piuttosto omogenea in tutti gli ambiti della sanità tra ospedale e territorio: «Ci sono difficoltà – prosegue Casciani – per quanto riguarda il personale infermieristico, gli oss, i tecnici sanitari, i radiologi o quelli di laboratorio, per non parlare del personale della prevenzione. E poi ovviamente il personale medico a cominciare da quello del Pronto soccorso».
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