Finanza
Da Lucca il maestro d’olio Fausto Borella porta l’eccellenza toscana in Arabia: «Mi ha assunto uno sceicco»
Era presente alla settimana della cucina italiana negli Emirati Arabi e Sa’ud Bin Saqr Al-Qasimi lo ha nominato responsabile per la produzione
LUCCA. In un Paese celebre al mondo per essere una potenza come produttore di oro nero, ossia il petrolio, spetterà invece a un lucchese svolgere il ruolo di consulente dello sceicco Sa’ud Bin Saqr Al-Qasimi, governatore di Ras al Khaimah, in materia di olio extravergine, l’oro giallo. E il professionista incaricato a ricoprire questo prestigioso incarico non poteva che essere Fausto Borella, il maestro d’olio per antonomasia e volto tv che ventiquattro anni fa, anziché proseguire sulla strada lavorativa del padre Luigi, , avvocato e principe del Foro a Lucca, scelse di dedicarsi allo studio e divulgazione di uno dei marchi di fabbrica dell’agricoltura lucchese.
Se per quella decisione fu fondamentale l’incontro il noto giornalista enogastronomico Luigi Veronelli, in questa circostanza galeotta è stata la settimana della cucina italiana nel mondo, svoltasi a metà novembre negli Emirati Arabi Uniti.
«Ero stato invitato dall’ambasciatore italiano a Dubai Lorenzo Fanara per alcune serata dedicate all’olio- ricorda Borella – . L’ultima era stata organizzata in onore di sua altezza Sa’ud Bin Saqr Al Qasimi, sceicco di Ras al Khaimah, emirato a 30 minuti da Dubai. Con lo sceicco, profondo conoscitore d’olio, abbiamo trovato subito una grande sintonia. Sua altezza non faceva altro che assaggiare con curiosità gli oli che avevo selezionato dall’Italia. Mi ha chiesto quale fosse l’acidità migliore e quelle varietà da piantare tra le montagne del suo emirato, che con i 1900 metri di altitudine sul livello del mare e con un’escursione termica di quasi venti gradi, tra il giorno e la notte, rappresenta un luogo ideale dove le cultivar di olivo italiane stanno attecchendo bene».
Successivamente per Borella è arrivato un altro invito, questa volta da parte dello sceicco per fargli visitare gli oliveti della famiglia reale.
«Sono stati tre giorni ricchi di visite sul campo, in frantoio e degustazioni tecniche – afferma il maestro d’olio lucchese – . La tenuta dello sceicco conta non solo un migliaio di olivi, ma pure altre pianti quali mandorli e melograni, oltre che a ettari sperimentali di vigneti. Essere stato nominato responsabile per la produzione, presente e futura, rappresenta un grande motivo d’orgoglio».
Un esempio di intesa e proficua collaborazione tra i due Paesi, grazie alla preziosa lungimiranza dell’ambasciatore Fanara, che vedrà tra il 18 e il 22 febbraio alcuni emissari dello sceicco raggiungere Lucca. «Alcuni tecnici di fiducia di sua altezza visiteranno la nostra città per conoscere le migliori tecnologie italiane, per poi realizzare prodotti con i frutti arabi – conclude Borella–. Spero che prossimamente anche sua altezza Sa’ud Bin Saqr Al-Qasimi possa toccare con mano la bellezza di Lucca. Chissà che questo mini-tour non riesca ad aprire un altro filone turistico per la città dell’arborato cerchio».
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