Gioco
Capannori, attentato contro un’abitazione: «Le fiamme subito dopo il botto»
L’inchiesta dei carabinieri, sentito l’inquilino: «Eravamo al piano di sopra». Tra le valutazioni anche gli eventuali accanimenti contro la famiglia
CAPANNORI. Non è stata una fuga di gas. L’esplosione che lunedì sera ha danneggiato il piano terra e la cucina di una casa popolare a schiera in via di Paganico è frutto di un atto doloso. Concepito e messo in pratica da chi voleva andare oltre un avvertimento. Si è trattato di un attentato contro la famiglia nordafricana che vive nell’immobile.
L’indagine
È la pista seguita dai carabinieri (magistrato di turno Lucia Rugani) al lavoro subito dopo l’episodio e che anche ieri mattina sono tornati nella casa colpita.
Oltre ai militari della stazione del caso si stanno occupando i colleghi del nucleo investigativo e quelli della scientifica. I reperti acquisiti nell’immediatezza dell’esplosione sono la base di partenza per un’indagine alla quale hanno dato un primo contributo anche i familiari, i bersagli del gesto violento.
Il contesto sarebbe quello di dissapori personali. Non ci sono ombre sul nucleo familiare vittima dell’attentato, padre con disabilità in carrozzella, madre e figlio che lavora.
Quello che può aver innescato l’odio verso la famiglia è uno degli aspetti che sono in corso di accertamenti da parte degli investigatori.
Nel passato, almeno dal 2018, ci sono state diverse denunce da parte della famiglia che poi, nella speranza di un risoluzione bonaria, erano state ritirate.
La testimonianza
Il capofamiglia ieri mattina è tornato davanti all’abitazione che lunedì sera ha dovuto lasciare in tutta fretta grazie al personale della Croce Verde di Porcari e ai vigili del fuoco.
«Erano circa le dieci di sera quando con mia moglie abbiamo sentito un gran botto – racconta l’uomo – .Abbiamo pensato a nostro figlio che aveva chiuso con violenza la porta, ma ragionando in pochi secondi era più un rumore dovuto a qualcosa di pesante che era stato lanciato. Dopo qualche secondo, almeno una decina, c’è stata l’esplosione. Noi eravamo al primo piano e non ci siamo fatti niente, ma che spavento».
I danni
L’esplosione ha fatto saltare porta e infissi della cucina con cassetti e arredi finiti a terra. Una deflagrazione violentissima.
Uno dei reperti acquisiti dagli investigatori è il tappetino all’ingresso che odorava di benzina. Cosa sia stato usato per far esplodere finestre e cucina dell’abitazione è ancora presto per dirlo ed è al centro degli accertamenti degli inquirenti.
Carabinieri e vigili del fuoco, il cui intervento è terminato alle 23, 40, sono impegnati per dare una risposta a breve.
La sistemazione
Sul posto è arrivato anche il vicesindaco Matteo Francesconi in rappresentanza del Comune.
«Ringrazio le forze dell’ordine e i vigili del fuoco intervenuti prontamente sul luogo dell’esplosione – ha affermato – . La famiglia sta bene ed è quello che conta. Troveremo a breve un’altra sistemazione».
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