Attenzione
Di Simo, parla la proprietà
Dalla collaborazione con il Comune alla possibile riapertura dello storico immobile. «Abbiamo sempre cercato di salvare il locale da operazioni che lo avrebbero snaturato»
LUCCA. Da tempo non parlano. Troppe voci non vere sono circolate attorno al Caffè Di Simo, ai loro progetti o a quelli dell’amministrazione. Voci che spesso non hanno favorito il dialogo tra le parti. Ora, però, Erula Fortuna e Giulia Barsanti, le due proprietarie, sollecitate dal Tirreno, hanno accettato di riprendere la parola per dire la loro sullo storico immobile di via Fillungo, chiuso dal 2012 e sul quale sembra esserci uno spiraglio per una prossima riapertura. Parlano le proprietarie, ma senza svelare troppo sul progetto costruito assieme al Comune che verrà svelato lunedì in una conferenza stampa congiunta.
In questi anni di chiusura non vi siete mai esposte sulla vicenda, potete spiegare i motivi del vostro silenzio?
«Abbiamo preferito limitare al massimo le nostre dichiarazioni per mantenerci al di fuori da polemiche sterili quanto infondate. Ci sono state troppe intrusioni argomentative e vorremmo evitare di dare spunti che possano essere decontestualizzati e strumentalizzati, alimentando la disinformazione. Abbiamo sempre cercato di salvare il locale da operazioni commerciali che lo avrebbero snaturato, a costo talvolta di perdite economiche ingenti. Nel corso degli ultimi anni abbiamo rifiutato a priori ogni proposta da parte di brand molto solidi, ma che avrebbero inesorabilmente posto fine alle sue peculiarità storiche».
In che stato versa la struttura e di quali interventi necessita? L’assessora Mia Pisano ha detto di averla trovata in ottime condizioni.
«Nel corso della vicenda giudiziaria, promossa nel 2012 dalla società che gestiva al momento i locali, fu appurato che non esistevano problematiche strutturali né tantomeno di pericolo di crollo».
A breve ci sarà un nuovo bando per la valorizzazione dei “luoghi pucciniani”: quella potrebbe essere una strada per arrivare alla riapertura?
«Abbiamo già partecipato al bando per la tutela dei luoghi pucciniani in passato senza esito positivo. Ad ora non conosciamo le specifiche del nuovo bando quindi è prematuro esprimersi a riguardo».
Si sono fatte tante ipotesi, quali sono i vostri reali progetti per il Di Simo? Si riuscirà davvero a vederlo aperto nel “2024 per le celebrazioni pucciniane?
«Stiamo collaborando a stretto contatto con l’amministrazione per potersi finalmente muovere in modo coeso e sinergico. Verranno rilasciate notizie più concrete a brevissimo, nel contesto ufficiale di una conferenza stampa». Al momento è tutto. Per ulteriori dettagli, bisognerà aspettare lunedì.
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