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“Fontana calzature”, fine corsa: l’addio dopo 68 anni di attività
Castelnuovo Garfagnana, il titolare: «Per me lavorare è stato un piacere, decisione che fa male»
CASTELNUOVO. Con l’avvento del 2024, un’altra attività del centro di Castelnuovo ha chiuso i battenti dopo 68 anni di vita. Si tratta del negozio “Fontana calzature” di via Fulvio Testi, il corridoio che conduce a piazza Umberto I.
Molte generazioni di garfagnini, questo esercizio commerciali era un punto di riferimento per tutta la zona, si sono succedute all’interno di quelle stanze, dapprima gestite dal padre Angelino poi, per 45 anni, dal figlio Giampiero, salvo per l’ultima parentesi che aveva visto la conduzione commerciale di un’altra persona. Una gestione rigorosamente familiare, capace di stabilire con la clientela un rapporto basato non sulla semplice transazione, bensì sull’amicizia e cordialità. Un marchio di fabbrica, contraddistinto da una maggiore umanità rispetto ai giorni nostri, che forse il commercio, pure quello di paese, ha smarrito.
«In tutti questi decenni avrò litigato solo con tre persone – scherza Giampiero Fontana, che ripercorre la vita del suo negozio – . Tutto partì da mio padre Angelino, meglio conosciuto come Angelo, che nel 1956 aprì una bottega di riparazioni di scarpe sempre in via Fulvio Festi ma leggermente più vicina al piazza Umberto (oggi quella stanza è occupata dalla proiezione virtuale di un Ludovico Ariosto in versione cicerone, nda). Assieme a un suo amico, partito di lì a poco per l’Australia, mio padre riparava a mano scarpe di ogni genere: da quelle eleganti da donna a quelle dei cavatori. Nel 1960, dopo che si erano conclusi i lavori dell’edificio, ecco la scelta di risalire di qualche metro la via acquisendo la sede arrivata fino a oggi».
All’epoca Angelo decise di aggiungere all’attività di riparazione di calzatura anche la vendita di scarpe, una decisione che cambiò il volto del negozio.
«Iniziò con sole dieci paia – ricorda Giampiero – . Con l’espansione del negozio, abbiamo aumentato i modelli a disposizione della clientela registrando buoni numeri. Dal 1979 sono entrato nell’attività, dopo che avevo già dato una mano a mio padre, rilevandola definitivamente nel 1989. Ho amato talmente tanto questa professione, che per me era un vero piacere lavorare». Gli ultimi anni complessi per il commercio, a partire dalla crisi economica accentuata dalla pandemia, hanno portato a questa sofferta decisione. «Dispiace abbassare la saracinesca in un periodo non semplice per il centro di Castelnuovo, dove ahimé le chiusure sono all’ordine del giorno – afferma amareggiato Fontana – . Affitti troppo alti? È un discorso che non regge. Può testimoniarlo anche il mio ultimo affittuario. Vedere un centro storico sempre più povero di attività commerciale fa male a chi ama Castelnuovo».
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