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Lucca

La sentenza

Lucca, risarcimento da 580mila euro per la prof finita con la bici sotto un camion

di Pietro Barghigiani
Lucca, risarcimento da 580mila euro per la prof finita con la bici sotto un camion

L’incidente all’altezza del campo Balilla. Respinta la richiesta dell’assicurazione della ditta di imputare al Comune la responsabilità dell’incidente

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LUCCA. Rischiò di morire dopo essere finita sotto un camion che a bassa velocità stava entrando nell’area del “Campo Balilla” in occasione degli allestimenti per Lucca Comicis. Era la mattina del 29 settembre 2016.

Lei, professoressa in pensione, era in bici sulla ciclabile diretta verso Sant’Anna. Lui, l’autista, non si accorse del passaggio della donna. Il risultato fu un impatto che mise in pericolo di vita l’allora 68enne. Superata l’emergenza sanitaria sono arrivati i contenziosi che non hanno riguardato solo i rapporti tra l'assicurazione della Del Debbio Spa e la signora ferita, ma si sono estesi anche al Comune e alla società organizzatrice dei Comicis, Lucca Crea. Per evitare cause civili, l’assicurazione della ditta ha versato con un accordo transattivo 580mila euro alla docente in pensione.

La causa

Ma dopo aver pagato, Axa ha citato per danni il Comune chiedendo la restituzione della somma versata alla professoressa. La tesi era che l’assenza di indicazioni avrebbe favorito l’incidente per il quale, a livello penale, l’autista nel 2021 venne assolto con la formula «perché il fatto non costituisce reato». Nel giudizio è stata coinvolta anche la società organizzatrice dei Comics per una presunta responsabilità nell’allestimento del cantiere. Alla fine il Tribunale ha respinto la richiesta della compagnia assicuratrice condannandola a pagare le spese legali: Comune e società non hanno avuto alcuna colpa o negligenza nell’incidente risarcito dal privato con quasi 600mila euro.

La ditta

La compagnia assicuratrice aveva sostenuto che l’episodio era avvenuto per «la mancanza di elementi identificativi del transito ciclabile dell’area in cui il sinistro si è verificato, sostenendo che il conducente dell’autoarticolato non era stato in grado di avvistare la bicicletta in arrivo, né di prefigurarsene il transito in assenza delle prescritte segnalazioni».

Il contesto

Nella ricostruzione dei fatti di fronte al giudice civile, con una sostanziale ripresa di quanto già discusso a livello penale, da un lato il conducente dell’autoarticolato «aveva ammesso espressamente che era consapevole che nel vialetto transitavano velocipedi, dall’altro, la conducente del velocipede ha confermato che ben conosceva la pista ciclabile percorsa e che era anche a conoscenza della presenza di cantieri per l’evento Lucca Comics, non serve precisare che l’evento in questione, peraltro noto a livello mondiale e che attrae ogni anno numerosi appassionati a Lucca è senza dubbio noto anche agli abitanti della città, che sono altresì al corrente della presenza di aree di cantiere, una delle quali è, ordinariamente, quella in cui il sinistro è avvenuto e che difatti anche la danneggiata ha affermato di ben conoscere».

Il giudice

Tra consulenze, atti e testimonianze, il Tribunale è arrivato alla conclusione che «anche laddove la pista ciclabile fosse stata indicata con appositi segnali verticali di transito di velocipedi, con colorazione diversa o con simboli e strisce l’incidente si sarebbe ugualmente verificato, in quanto non è dipeso dalle caratteristiche intrinseche della cosa, ma dalla condotta dei veicoli coinvolti, in specie dalla condotta della conducente del velocipede». La richiesta di Axa di farsi pagare dal Comune quanto versato alla prof finita sotto il camion viene respinta.


 

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