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Lavoro: il caso

Snaitech, l’ipotesi di una nuova sede mette in apprensione i lavoratori dello stabilimento di Porcari

Snaitech, l’ipotesi di una nuova sede mette in apprensione i lavoratori dello stabilimento di Porcari

La denuncia della Rsu e la replica dell’azienda: «Sarà più funzionale e in Toscana»

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PORCARI. Preoccupazione tra i lavoratori Snaitech della sede di Porcari (250 dipendenti) per le voci di eventuali spostamenti decisi dall’azienda. Ma sullo sfondo c’è l’idea di spostare la sede altrove. Qualche dipendente, con preavviso minimo, dovrebbe andare nella sede di Milano, «allo scopo di svolgere una mansione facilmente espletabile da remoto e, dunque, senza nessuna reale necessità di riallocazione altrove» afferma il coordinamento Rsu aziendale. Altri destinati in provincia di Pisa.

«La condotta dell’azienda, che pubblicamente si proclama aperta all’innovazione, alla sostenibilità ambientale, all’inclusività, nella pratica reale si configura in aperta contraddizione ai principi enunciati evidentemente per puro esercizio retorico e di immagine – prosegue la rappresentanza sindacale -. Sotto il profilo concreto, la prospettiva è quella di rendere assai meno agevole la vita di lavoratrici e lavoratori, in larga parte residenti nelle vicinanze della sede porcarese, e addirittura far pressione su una parte dei dipendenti all’evidente scopo di provocare dimissioni volontarie».

L’azienda Snaitech spiega che ha intenzione di cercare una «sede più funzionale, più sicura e più moderna per i propri collaboratori attualmente impegnati a Porcari. La decisione si inserisce in un progetto di ammodernamento e rinnovamento di tutte le sedi aziendali, una scelta molto comune tra le aziende che investono nella propria comunità e quindi in luoghi del lavoro sempre migliori per i propri collaboratori. Al momento non è stata individuata la destinazione della nuova sede – che comunque sarà in Toscana – né la data prevista per il trasferimento: si tratta infatti di un’ipotesi che deve ancora essere formalmente avviata e il cui scopo è quello offrire alla comunità interna una sede più funzionale, più accogliente e più moderna. La volontà dell’azienda di condividere questa intenzione con così largo anticipo è sintomo di un rapporto trasparente e di collaborazione costruito negli anni con le Parti Sociali. L’azienda, come già detto alle rappresentanze sindacali, auspica l’organizzazione di un tavolo di confronto».

I lavoratori reclamano la necessità di poter discutere con la dirigenza aziendale del proprio futuro, nell’interesse della conservazione dei posti di lavoro e dell’organizzazione del medesimo, compresa la questione legata allo smart working/lavoro agile, rimarcando come l’esperienza svolta in questi anni sia stata preziosa e non vada in nessun modo liquidata. «Vogliamo un’azienda più vicina ai lavoratori, e non a parole, poiché questi sono la vera, oggettiva risorsa necessaria per poter garantire il miglior servizio possibile e un futuro prospero: non sentiamo bisogno di feste aziendali indette a Milano se la prospettiva è quella di uno smantellamento che non si ha neppure il coraggio di chiamare col proprio nome» aggiunge la Rsu.l

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