Il Tirreno

Lucca

Il caso

Lucca, molestie sessuali ripetute sulle nipotine: condannato il nonno (poi perdonato dalla nuora)

di Luca Tronchetti
Nella foto il tribunale di Lucca
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Nella foto il tribunale di Lucca

La mamma delle ragazzine ha perdonato l’anziano che vive regolarmente in famiglia

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LUCCA. Per sei anni avrebbe molestato sessualmente le due nipotine – che all’epoca dei fatti avevano frequentavano le scuole elementari – soprattutto quando restavano sole in casa con lui nei momenti in cui i genitori erano fuori per motivi di lavoro o per una serata con gli amici. Violenze consistite in ripetuti palpamenti e toccamenti nelle parti intime soprattutto di sera e non appena le bambine venivano messe a letto visto che il giorno successivo dovevano alzarsi presto per andare a scuola.

Un torbida vicenda emersa soltanto nel 2015 quando la maggiore delle due bimbe aveva compiuto 12 anni e frequentava una scuola media nella periferia cittadina. Proprio un’insegnante, vedendo quella ragazzina troppo taciturna, troppo silenziosa rispetto alle bimbe della sua età, si sarebbe rivolta a lei per cercare di capire il motivo del suo malessere interiore capace di trasparire all’esterno in modo così evidente. La bimba a quel punto, come liberatasi di un peso, si sarebbe confidata con la professoressa raccontando di non aver denunciato prima gli episodi andati avanti in un periodo compreso tra il 2009 il 2015 per cercare di proteggere la sorella minore e non dare un dispiacere ai genitori e alla nonna ignara del comportamento del coniuge. A quel punto sono entrati in azione i servizi sociali ed è partita una segnalazione alla procura della Repubblica.

Tra incidente probatorio, richiesta di rinvio a giudizio, procedimento penale con i ritardi causati da una serie di fattori (Covid e cambiamento di parte del collegio giudicante) l’altra mattina davanti al collegio presieduto dal giudice Giuseppe Pezzuti (a latere Gianluca Massaro e Raffaella Poggi) il pensionato di 76 anni –mai presente in aula durante le udienze – è stato condannato a due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena. La decisione scaturisce da diversi fattori. In primis la famiglia non si è costituita parte civile nel processo penale e non ha chiesto alcun risarcimento in sede civile.

In secondo luogo la madre delle due ragazzine – che vivono in Lucchesia e che oggi hanno rispettivamente 20 e 16 anni – non solo ha perdonato il suocero, ma ha fatto notare ai giudici del collegio che la situazione familiare si è ricomposta a tal punto che l’anziano non è stato allontanato, ma vive ancora sotto lo stesso tetto.


 

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