La manifestazione
Lucca, con la minicar travolge un pedone: uso del cellulare e paura, ecco la confessione del conducente
Il 56enne si è presentato in questura 24 ore dopo l’incidente nelle vicinanze di un bar-pasticceria. Il pedone, un 47 enne, è in coma farmacologico
LUCCA. Era al cellulare al momento dell’incidente e sotto choc per l’accaduto ha avuto paura delle possibili conseguenze e non si è fermato a prestare soccorso. Questa la prima sommaria spiegazione fornita dall’uomo di 56 anni, origini rumene, residente nella periferia cittadina, costituitosi lunedì pomeriggio in questura e che domenica alle 16,30 in viale Luporini a S. Anna, nelle vicinanze del bar pasticceria Dhea, al volante di una minicar ha travolto un pedone di 47 anni, residente a Bozzano, che assieme alla compagna, era sceso dall’abitacolo della Nissan rossa che aveva parcheggiato al margine della carreggiata.
Nel tremendo impatto l’uomo ha riportato un grave trauma cranico e fratture vertebrale e attualmente è in stato di coma farmacologico all’ospedale Cisanello.
Sequestro e indagini
Il conducente della Minicar è indagato con l’accusa di lesioni gravi e omissione di soccorso. Si è presentato spontaneamente negli uffici della questura a meno di 24 ore dall’incidente – probabilmente dopo essersi consultato con un legale – e si è autodenunciato assumendosi la piena responsabilità del fatto. Prima del grave episodio non risulterebbero denunce o indagini nei suoi confronti. Vivrebbe a Lucca da tempo e con un lavoro stabile. Sono stati gli stessi agenti a informare il sostituto procuratore Paola Rizzo e la polizia municipale – a cui sono stati affidati i rilievi del sinistro e l’indagine – della presenza del presunto autore dell’investimento in questura per raccontare la sua versione dei fatti. Al momento la procura ha proceduto sia al sequestro della minicar, affidata allo stesso indagato e chiusa in un box di sua proprietà con l’obbligo di non utilizzarla, che al cellulare dell’indagato che, almeno inizialmente, ha spiegato di essersi distratto utilizzando il telefonino nel momento dell’impatto con il pedone che, sceso dalla vettura, stava andando al parcometro vicino per pagare il ticket per la sosta. Un modo per verificare, attraverso le celle telefoniche, la presenza dell’automobilista nella zona dell’incidente e verificare se, effettivamente nel momento esatto dell’investimento, stava parlando al telefonino.
La stranezza
Singolare che un uomo di una stazza importante come il cinquantaseienne rumeno si sia trovato alla guida di una mini auto, dove entra a malapena, usata in prevalenza da minori e disabili. Di certo c’è, dopo un controllo della polizia chiesto dalla procura, che l’indagato disponeva normalmente della patente di guida B. Ed è strano che, con quella mole, viaggiasse su una minicar dall’abitacolo ridotto.
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