Il dolore
Morto in auto a 57 anni, il collega della vittima imputato per omicidio stradale
Per l’accusa guidava il Porter che finì contro un’auto: al suo fianco la vittima. Nelle indagini la posizione di una scarpa trovata nel mezzo
BORGO A MOZZANO. È imputato per omicidio stradale il collega di Stefano Daddoveri, il 57enne di Molazzana deceduto il 9 settembre 2022 sulla Lodovica nello schianto frontale tra il Piaggio Porter su cui viaggiava come passeggero e una Honda Station Wagon.
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Luca Cinquini, 59 anni, di Gallicano, cantoniere della Provincia. Era lui al volante del Porter che avrebbe invaso la corsia di marcia andando a schiantarsi contro l’auto guidata da un pensionato. Un impatto devastante che proiettò conducente e trasportato fuori dall’abitacolo e trasformo il mezzo in una lamiera deforme. Per Daddoveri non ci fu niente da fare. Cinquini rimase gravemente ferito e venne ricoverato a Cisanello.
Dopo aver ricevuto l’informativa della polizia locale su dinamica e testimonianze dell’incidente, il pm Lucia Rugani vuole mandare a processo il collega della vittima contestandogli l’omicidio stradale. Quell’invasione di carreggiata si rivelò fatale. La difesa del cantoniere sostiene che alla guida ci fosse la vittima e produrrà una consulenza in vista di un rito abbreviato condizionato. Una scarpa di Cinquini venne trovata davanti al sedile del guidatore.
Nell’indagine è stata di rilievo la testimonianza oculare di un autotrasportatore di Porcari che era alla guida di un tir Scania e che aveva assistito alla sequenza dell’incidente mortale. Secondo il camionista improvvisamente sulla via Lodovica, nelle vicinanze della rotatoria che porta a Valdottavo, il mini van arancione aveva invaso la corsia opposta a quella di marcia e si era scontrato con la Honda station wagon urtando anche contro il suo autotreno e i due occupanti erano stati sbalzati fuori finendo sull’asfalto.
La moglie e i tre figli di Daddoveri si sono costituiti parte civile con l’avvocato Roberto Cavani nell’udienza davanti al gip Antonia Aracri. L’imputato è difeso dagli avvocati Riccardo Carloni e Gianmarco Romanini. Prossima udienza a febbraio.
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