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Lucca, blitz della polizia alla festa in villa: il motivo dello stop alla musica. La rabbia dei genitori

di Pietro Barghigiani
Lucca, blitz della polizia alla festa in villa: il motivo dello stop alla musica. La rabbia dei genitori

L’evento interrotto nella notte, la protesta dei genitori: «Ora ci devono rimborsare»

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CAMIGLIANO. Una festa pubblicizzata sui social capace di attrarre centinaia di giovani. Biglietto pagato in anticipo. Ragazzi e ragazze si presentano in villa e quando la serata inizia a scaldarsi arriva la polizia a interrompere musica e danze.

Motivo? Le contestazioni riguardano l’assenza di licenza e il sovraffollamento raggiunto negli ambienti della limonaia a Villa Bruguier (proprietà estranea all’evento e ai fatti, ndr) . E così la festa appena cominciata poco dopo la mezzanotte era già finita. Con centinaia di persone che dopo aver pagato il ticket non erano ancora entrate. E se ne sono tornate a casa infuriate. Si occupa del caso la divisione della polizia amministrativa della questura per definire le sanzioni a carico degli organizzatori e valutando eventuali profili di responsabilità penali.

Uno stop che ha rovinato il sabato sera di chi era alla festa o sperava di entrare e fatto arrabbiare i genitori dei partecipanti mancati.

Su Facebook una mamma scrive: «A Villa Bruguier di Camigliano era organizzata una festa a cui i ragazzi potevano accedere solo con ticket acquistati precedentemente a 15 euro. Intorno alle 24, 30 le forze dell’ordine hanno, giustamente, sgomberato la villa perché erano entrate troppe persone. Visto che la negligenza è stata degli organizzatori, quanto meno sarebbe opportuno avere diritto al rimborso, perché, malignamente, potrei anche pensare che sia stato fatto tutto per incassare i soldi e stop».

Un altro genitore: «Mio figlio e i suoi amici sono stati fuori dalle 22, 35 alle 00, 15, sotto la pioggia e in mezzo a una massa di 200/250 ragazzi come loro. Poi sono entrati 10 minuti dopo di che tutti fuori. Allora chi organizza questi eventi solo per fare cassa approfittando della ingenuità dei ragazzi si deve vergognare».

Monitorata da tempo la festa lanciata da giorni sui social dagli organizzatori, la questura ha interrotto la festa privata ritenuta senza permessi e a rischio per l’incolumità di chi era entrato e a tutela anche di chi era in attesa di partecipare all’evento.

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