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San Leonardo in Treponzio, nasce la “Casa della Comunità”

San Leonardo in Treponzio, nasce la “Casa della Comunità”<br>

Il presidio verrà ampliato da gennaio. Nuovi servizi ambulatoriali e medici per un bacino di oltre 14mila residenti

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SAN LEONARDO IN TREPONZIO. Il centro socio sanitario di San Leonardo in Treponzio diventerà una Casa della Comunità innovativa per il contesto lucchese mettendo insieme in un unico centro i servizi sanitari e quelli sociali.

Il progetto

La novità, promossa dall’Asl con i fondi Pnrr, è stata presentata dal sindaco Luca Menesini, dil vicesindaco con delega alle politiche sociali Matteo Francesconi, dapla presidente del consiglio comunale, Gigliola Biagini, dalla direttrice della Zona Distretto Piana di Lucca Eluisa Lo Presti, la coordinatrice dell’Aggregazione Funzionale Territoriale – Aft “Capannori”, di cui la medicina di gruppo di San Leonardo fa parte, Silvia Begliuomini, Francesco Bellomo, direttore Staff aziendale Asl, Marco Farné, responsabile delle attività sanitarie di comunità della provincia di Lucca da Maria Stella Adami, Direttrice Dipartimento medicina generale Asl Toscana nord ovest. È prevista anche la costruzione di un ulteriore spazio di circa 200 metri quadrati per incrementare il numero degli ambulatori e di aree comuni e di conseguenza ampliare la già ricca offerta di servizi proposti. I lavori di ampliamento prenderanno il via durante i primi mesi del 2024.

L’area di interesse

Il centro socio sanitario di San Leonardo in Treponzio è inserito in una vasta area che racchiude una popolazione di circa 14. 500 persone distribuite in diverse frazioni tra cui Guamo, Ruota, Castelvecchio fino a Santa Margherita.

La struttura, sita in via Sottomonte 398, è disposta su due piani e in essa convergono diverse figure tra cui: medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali interni infermieri, amministrativi e servizio sociale, in virtù di quella multidisciplinarietà richiesta dal nuovo modello socio-sanitario.

Nello specifico, al momento sono presenti: i medici di famiglia dal lunedì al venerdì; gli infermieri dal lunedì al sabato per 12 ore con assistenza sia in loco che a livello domiciliare garantita da 4 infermieri di famiglia e di comunità (IFeC) , mentre la domenica i servizi sono attivi per 6 ore; inoltre equipe multiprofessionali formate appunto da medici, infermieri, specialisti ambulatoriali e assistenti sociali.

Le novità

L’ambulatorio di prossimità è un servizio sanitario assistenziale infermieristico in grado di garantire servizi di natura preventiva, curativa e di educazione sanitaria. Questo spazio si propone di venire incontro ai bisogni assistenziali del cittadino attraverso la sua presa in carico, l’individuazione delle necessità cliniche e la definizione di un piano assistenziale personalizzato che possa garantire le attività atte a migliorare il suo stato di salute. L’ambulatorio sarà attivo da martedì 12 dicembre e, inizialmente, per tutti i martedì successivi dalle 14 alle 18.

I servizi clinici offerti sono tutti quelli tipicamente introdotti da un ambulatorio infermieristico territoriale. Ciò che distingue questo spazio da un altro ambulatorio infermieristico è la presenza di un coordinatore della casa di comunità, una figura infermieristica in grado di far comunicare le diverse presenze professionali nella creazione di una rete sanitaria che coinvolga medici, specialisti ambulatoriali, infermieri ed assistenti sociali.

Nuovi serv izi

All’interno della Casa della Comunità di San Leonardo prenderà il via un progetto socioassistenziale innovativo, il cui scopo è migliorare i processi di presa in carico e risposta ai bisogni complessi dei cittadini, prevalentemente anziani non autosufficienti, attraverso il lavoro di sinergia e integrazione multiprofessionale tra il team di infermieri di famiglia e assistenti sociali territoriali. Questa integrazione socio infermieristica prende il nome di “Micro equipe territoriale” (Met) , in grado di valutare l’appropriatezza della richiesta che il cittadino presenta presso il segretariato sociale con lo scopo di attivare nel tempo il Pua (Punto Unico di Accesso) . In caso di mancanza di appropriatezza sarà la Met ad indirizzare il cittadino verso risposte appropriate alle sue esigenze.

La procedura si propone di sviluppare un nuovo welfare locale adeguato ad affrontare l’incremento delle fragilità e vulnerabilità della popolazione con bisogni complessi, in una logica di una piena integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali. l

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