Attenzione
Una maratona tra fatica e amicizia. Barbara e Tanja, corsa a New York
Nonostante il lavoro, i figli e i lutti hanno coronato il sogno e finito la gara
LUCCA. In tutto il mondo di maratone se ne corrono molte, ma completare i 42,195 chilometri snodati tra i cinque distretti (Staten Island, Brooklyn, Queens, Bronx e Manhattan) di New York rappresentano il sogno per qualsiasi podista. Se si riesce, poi, a tagliare il traguardo dell’iconica Central Park assieme a una persona con la quale c’è un’amicizia quasi ventennale, allora la medaglia conquistata racchiude in sé una storia. Il tutto raccontato da quel tempo identico, 6h 44’ 18’’, frutto degli allenamenti svolti al termine delle giornate lavorative. Barbara Andolfi, 52 anni, e Tanja Kirsch, 47 anni di professione parrucchiera, portacolori della Virtus Lucca si conoscono dall'autunno 2004 quando accompagnavano i loro figli alla scuola materna. Entrambe domenica 5 novembre hanno terminato la più famosa maratona del mondo.
«È stata Barbara ad avvicinarmi all'atletica – spiega Tanja –. Da giovane avevo giocato a softball a Capannori, per poi interrompere l'attività fisica dopo la nascita dei miei tre figli. Eppure per andare al lavoro passavo davanti al campo Coni; da una parte il caso e dall’altra la tenacia di Barbara hanno fatto sì che iniziassi a correre».
Pettorale 59727, per Barbara Andolfi quella della Grande Mela è stata l'ottava maratona completata, sicuramente quella maggiormente toccante sul piano emotivo. «Avrei dovuto correrla con mio marito Tiziano, purtroppo scomparso nei mesi scorsi – dice Barbara –. Il fatto che Tanja, alla sua prima maratona, abbia deciso di accompagnarmi in questa esperienza è testimonianza della nostra amicizia. Essere riuscita a terminare la prova era un sogno che condividevo con mio marito. Spero che da lassù sia contento».
La missione New York era stata preparata meticolosamente seguendo gli allenamenti condotti da Sara Bertolucci, istruttrice Fidal della Virtus Lucca, sulla pista in tartan del “Martini”. Un amore quello della corsa, che Barbara ha iniziato per diletto diversi anni fa, subendo un comprensibile stop dettato da esigenze familiari e lavorative.
Ma cosa vuole dire correre per le strade newyorkesi? «Un’esperienza unica – affermano le due amiche –. Attraversare i cinque distretti e muoversi accanto a migliaia di persone provenienti da ogni angolo del mondo sono emozioni che ti fanno dimenticare la fatica. Central Park, Queens, Manatthan ma pure il Bronx ci hanno offerto gli spaccati di una città magica». Le modalità con cui iscriversi a questo evento sono essenzialmente due: registrarsi con largo anticipo al sito della manifestazione oppure affidarsi a due grandi tour operator specializzati. «Abbiamo trovato un'organizzazione impeccabile – continuano Tanja e Barbara –. Il giorno precedente alla maratona ci hanno fornito il pettorale e il kit gara. Essendoci oltre 60mila iscritti, le partenze venivano scaglionate in più gruppi, con i professionisti scattati alle 9 mentre noi abbiamo iniziato alle 11,30. Lungo il tragitto, inoltre, l'assistenza fornisce acqua e zuccheri per rifocillarsi. Il mattino della gara la sveglia era alle 4,30, per l'arrivo del pullman che ci avrebbe portato alla partenza –chiosano Barbara e Tanja – Giunti sul Ponte di Verrazzano, dove inizia la corsa, tutti i partecipanti donavano vestiti ai senza tetto».
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