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Lucca, occupazione di classico e Passaglia. Menesini: «Comprendo le ragioni»

di Michele Masotti
Una situazione all’interno dell’istituto d’arte Passaglia
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Una situazione all’interno dell’istituto d’arte Passaglia

Il presidente della Provincia: «Sull’edilizia i fondi dipendono dal governo»

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LUCCA. Autunno caldo sul fronte scolastico. Non è una novità, anzi rappresenta un grande classico nel panorama nazionale. A Lucca la protesta degli studenti, che hanno occupato il liceo classico Machiavelli, l’Istituto d’arte di piazza Napoleone e liceo artistico Passaglia (da ieri occupazione anche all’indirizzo Musicale), spazia dai temi didattici, con allegata sonora bocciatura delle linee guide tracciate dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, a quelli puramente locali come una scarsa manutenzione degli edifici, i luoghi dove le giovani generazioni iniziano a progettare il loro futuro.

Una questione, inoltre, di stretta attualità se si considera la sortita, di inizio settimana, di una troupe del tg satirico “Striscia La Notizia” ai container del Campo di Marte, da cinque anni aule degli alunni del liceo Civitali-Paladini in attesa di trovare una sistemazione definitiva, salvo ritardi nel cantiere, fissata per settembre 2024 nella rinnovata scuola di via San Nicolao.

I protagonisti di queste occupazioni, la cui durata potrebbe arrivare fino a domani, mettono dietro la lavagna chi si occupa dell’edilizia scolastica, ossia la Provincia di Lucca. Dal canto suo, l’ente di Palazzo Ducale, guidato dal settembre 2015 da Luca Menesini, porge nei loro confronti una specie di calumet della pace.

«Sono disponibile a incontrare quanto prima questi ragazzi- dice al Tirreno Menesini – . Comprendo le ragioni per le quali protestano, specialmente quelle inerenti tematiche purtroppo attuali come la violenza sulle donne. Per questo sono aperto a confrontarmi con loro, spiegando come sia complesso, anche per un ente come il nostro, recepire risorse per questo tipo di manutenzione. Può sembrare paradossale, però, risulta più semplice attuare grossi investimenti, attraverso la partecipazione a determinati bandi, piuttosto che avere una pronta disponibilità economica. Dal 2014, anno del riordino delle Province, i soldi destinati alle scuole se ne vanno in direzione Roma. Lancio un appello a governo e ministero dell’Istruzione per dare maggiori risorse necessarie alla manutenzione ordinaria».

Scendendo nel dettaglio sulle carenze strutturali elencante dagli studenti, Menesini riconosce la necessaria urgenza, ma sottolinea gli interventi compiuti e quelli in cantiere, per i quali manca soltanto l’autorizzazione.

Al Machiavelli, l’acqua entrata dal soffitto della nuova aula 16 è un episodio legato all’intensità della pioggia caduta a inizio mese- spiega il presidente della Provincia-. Anche l’Aula degli struzzi, nella quale gli studenti lamentano delle infiltrazioni, è stata rimessa a norma grazie a un investimento di 200mila euro. Abbiamo ristrutturato la facciata, messo in sicurezza l’aula magna, sostituiti gli infissi delle aule al piano terra, così come abbiamo sistemato i bagni a piano terra. Per rendere ancora più inclusiva e fruibile questa scuola, siamo in attesa dell’autorizzazione per realizzare proprio i servizi igienici utilizzabili da persone affette da disabilità».

Relativamente ai due edifici del Passaglia, la storica sede dell’Istituto d’arte in piazza Napoleone e quella del liceo artistico in via del Panificio, Menesini evidenzia i lavori svolti durante questi anni.

«Nel liceo artistico abbiamo messo in sicurezza la gronda di legno presente nel giardino- elenca l’esponente capannorese -. Sistemati gli infissi, rifatte le facciate dei chiostri interni e la copertura con guaina anti pioggia. Discorso simile relativamente all’Istituto d’arte, con tanto di infissi in ferro negli ultimi due piani». In agenda restano da sistemare i bagni e l’ascensore, bersagli non di problemi strutturali bensì di alcuni episodi di vandalismo.

«Mi preme sottolineare che noi siamo dalla parte degli studenti- conclude Luca Menesini-. Entrambe le componenti vogliono una scuola sempre più accessibile, che vada di pari passo con la realtà intraprendendo i corretti percorsi didattici. Speriamo che questo messaggio ascoltato da chi di dovere a Roma».


 

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