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A Lucca il miglior liceo scientifico d’Italia, la preside Capelli: «Riusciamo a motivare gli studenti»
La dirigente dopo il riconoscimento nazionale: «Andiamo oltre le nozioni, la nostra è una didattica che guarda alla crescita culturale»
CAPANNORI. Un primato nazionale. Orgoglio e giudizio di eccellenza per il liceo scientifico “Ettore Majorana” che conquista la vetta nella classifica di categoria a livello nazionale. La scuola di Capannori è stata proclamata dal tradizionale report di Eduscopio (Fondazione Agnelli) il miglior liceo scientifico d’Italia con un punteggio di 87 su 100. E nel raggio di 30 km da Lucca il gradino più alto arriva anche per l’indirizzo linguistico. Non è una sorpresa assoluta, anche se vagheggiata, quella uscita dalla valutazione Eduscopio. Già lo scorso anno il Majorana si era messo in evidenza in provincia con uno sguardo alla ribalta nazionale che solleticava i primi posti grazie a un punteggio di 84, 5. Stavolta la leadership è stata certificata. Con la comprensibile soddisfazione di corpo docente e dirigenza scolastica. Il criterio è calcolare il rendimento universitario degli studenti appena diplomati, per quanto riguarda i licei. Quanti esami, quanti crediti e quale media dei voti portano a casa i giovani al primo anno di università. Si incrocia tutto con i dati del liceo di provenienza, così da ottenere un calcolo ponderato dei risultati, scuola per scuola. La professoressa Maria Rosa Capelli è la dirigente che da settembre guida Majorana e istituto tecnico Benedetti di Porcari.
Professoressa, perché siete il primo liceo scientifico in Italia?
«Sono qui da un paio di mesi e, quindi, parlo per quello che percepisco e vedo tra insegnanti e studenti. Di sicuro il metodo di insegnamento e l’attenzione sia alla crescita culturale che alla persona è un valore aggiunto. Non solo nozioni e stop. Lo stare bene a scuola e seguire ragazzi e ragazze nel loro percorso sono un indice di merito che ritengo sia stato premiato. Al Majorana c’è un’educazione a tutto tondo».
Un’impostazione che parte da lontano.
«Sì, certo. La motivazione del corpo insegnante a fare bene è il primo passo. Riescono a motivare molto gli studenti e questa è la leva iniziale. Ripeto, oltre alla qualità elevata dell’insegnamento si guarda alla cura della persona nel suo insieme».
Esempi particolari?
«Non c’è un esempio, ma un sistema. Creare un’atmosfera in classe positiva che favorisce l’apprendimento. L’ho percepito questo come insieme scolastico, non per singola classe. È una sorta di comunità molto unita».
Spesso la cronaca ci racconta di ragazzi o ragazze che tentano o si tolgono la vita per una pressione a scuola che li schiaccia caricandoli di aspettative eccessive.
«Le assicuro che non sono situazioni che appartengono al liceo Majorana. Il livello dello studio è molto alto come è giusto che sia per un liceo, ma senza quella pressione che non tutti riescono a sopportare. E lo dico perché parlo con gli studenti con cui c’è un grande dialogo».
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