Sicurezza
Lucca, morta la 49enne finita fuori strada: per Chiara Parducci fatale un’emorragia cerebrale
Arrivata in ospedale in coma irreversibile, donati gli organi. A lanciare l’allarme era stata la figlia Azzurra
MOLAZZANA. Sarebbe servito un miracolo. Che non c’è stato. Nella serata di ieri il cuore di Chiara Parducci, la 49enne di Cascio (Molazzana) soccorsa venerdì mattina esanime nella sua auto in un dirupo, ha smesso di pulsare. All’ospedale di Cisanello nel pomeriggio avevano avviato l’accertamento di morte che si è concluso dopo sei ore. La donna ha donato gli organi in un ultimo, estremo gesto di generosità.
Era arrivata venerdì mattina in condizioni disperate nella neurochirurgia dell’ospedale pisano. La lunga attesa tra il malore e i soccorsi, dovuta alla Twingo nascosta tra alberi e rovi, ha inciso sul possibile recupero di quella che potrebbe essere stata la causa del decesso. Un’emorragia che ha colpito la 49enne mentre era alla guida dell’utilitaria. Sarebbe quello l’origine primaria di un decesso sul quale le lesioni provocate dal fuori strada non hanno avuto effetti. Nella notte l’équipe di Cisanello ha proceduto all’espianto di alcuni organi.
Finita in una scarpata in via Monteperpoli, in località La Parata, Chiara Parducci è stata recuperata alle 6, 55. Aver passato tutta la notte in auto è stata una condizione che non le ha lasciato speranze di sopravvivenza. A Pisa era arrivata in coma irreversibile in un quadro clinico che ha convinto i chirurghi a non operare. A lanciare l’allarme era stata la figlia Azzurra che, preoccupata del mancato ritorno a casa della madre, aveva avvertito i soccorritori e il padre Alessandro che dopo il turno di lavoro notturno si era subito messo alla ricerca della donna.
La macchina è stata ritrovata non distante dall’abitazione della donna, confermando la tesi di come l’incidente sia avvenuto nel viaggio di andata in direzione Gallicano. Vigili del fuoco e personale del 118 con quello della Misericordia di Castelnuovo hanno recuperato la conducente della Twingo che poi con l’elisoccorso Pegaso è stata trasferita a Pisa. Non ha mai ripreso conoscenza. Ieri alle 14 circa è iniziato il conto alla rovescia per l’accertamento di morte cerebrale concluso in serata. Serviva un miracola che non c’è stato.
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