Il Tirreno

Lucca

Sos sanità

Castelnuovo, non le fanno la medicazione a casa: a 95 anni finisce al pronto soccorso

di Pietro Barghigiani
Castelnuovo, non le fanno la medicazione a casa: a 95 anni finisce al pronto soccorso

La denuncia della nipote: «Volontarie e guardia medica senza materiale». La risposta dell’Asl

4 MINUTI DI LETTURA





CASTELNUOVO DI GARFAGNANA. Una medicazione mancata da fare a domicilio diventa un calvario per una 95enne che dalle 20 circa deve attendere le 3 del mattino per risolvere un problema che avrebbe potuto trovare una soluzione a casa e in pochi minuti. Un’odissea di 5 ore. Motivo? Dal primo intervento dell’ambulanza con due volontarie che non avevano gli strumenti per curare l’anziana alla guardia medica che è andata a casa a visitarla, ma ha consigliato di presentarsi al pronto soccorso di Castelnuovo, perché non aveva il materiale per intervenire sulla gamba.

Alla fine la 95enne di Castelnuovo ha ricevuto le cure di cui aveva bisogno e alle 3 è tornata a casa. L’episodio viene denunciato dalla nipote che ha assistito ai vari passaggi, tra telefonate, visite e trasferimenti in ospedale dell’anziana zia. «Quello che potevano fare a casa non è stato fatto e la mia povera zia è stata costretta ad andare al pronto soccorso» esordisce la parente. Succede sabato sera. Alla vista del sangue, la nipote telefona al 118 richiedendo la presenza di un medico, considerata l’emorragia dovuta a una lacerazione spontanea della pelle della gamba sinistra.

Sull’ambulanza arrivata da Camporgiano (l’unica a disposizione per quella sera) erano presenti e due giovani volontarie (il medico non c’era) che «ci hanno riferito di non essere in grado di tamponare la ferita. Erano due ragazze gentili per carità che ci hanno detto di sentire la guardia medica. L’abbiamo chiamata e ci ha risposto se avevamo noi in casa guanti, disinfettante, garze e cerotti perché lei non ne aveva. Non mi sembra normale».

Il medico arriva dalla pensionata e quando vede la gamba pensa a una lesione da urto. «Ha preso una bella legnata» dice alla nipote che si inalbera. «La lacerazione era accidentale e non certamente avvenuta nelle modalità da lui descritte – prosegue la parente – . Il medico ha dichiarato vergognosamente di non avere il materiale occorrente per la medicazione per colpa dei cittadini che votano dalla parte sbagliata. E quale sarebbe la parte giusta? » . Per la necessità di mettere i punti sulla ferita (che poi non le sono stati messi per decisione della dottoressa al pronto soccorso) , alla fine, la signora è andata con un’altra ambulanza all’ospedale per poi riportarla a casa alle 3 del mattino. «Non mi sembra normale – conclude la nipote – . Per evitare questo calvario sarebbe bastata una semplice medicazione. La gravità sta anche nelle accuse contro chi stava accudendo l’anziana, supponendo che fosse stata maltrattata dai presenti. Per fortuna tra parenti c’è fiducia e in quella casa sono presenti le telecamere, ma in caso contrario una possibile badante avrebbe rischiato una denuncia per maltrattamenti e la perdita del posto di lavoro».

La nota dell’Asl: In merito all’articolo “Non le fanno la medicazione a casa. A 95 anni finisce al Pronto soccorso”,  l’Asl Toscana nord ovest - dopo aver interpellato i settori aziendali interessati - evidenzia quanto segue.
 
L’invio dell’ambulanza da parte della Centrale operativa 118 “Alta Toscana” è stato effettuato per rispondere a una richiesta di soccorso correttamente triagiata dalla Centrale come a bassa priorità.
E’ stata così mandato al domicilio della donna di 95 anni, a Castelnuovo di Garfagnana un mezzo di soccorso della Misericordia di Camporgiano con a bordo soccorritori di livello avanzato, i quali, come da protocollo, hanno rilevato i parametri vitali della paziente e li hanno trasmessi alla Centrale operativa 118. Qui il personale sanitario ha ritenuto opportuno consigliare l’invio in Pronto soccorso o eventualmente la valutazione da parte della Continuità assistenziale (ex Guardia medica), come è poi avvenuto.

Senza entrare nel merito delle dichiarazioni attribuite al medico che è andato a visitare la donna a casa, si precisa che il professionista stava effettuando in quel momento un’altra visita domiciliare, sempre nella zona di Castelnuovo, e quando ha risposto alla chiamata, alle 20.28, ha semplicemente chiesto di far lasciare ai volontari dell’ambulanza il materiale per la medicazione, visto che lui era impegnato in un intervento domiciliare di altro tipo.

L’equipaggio della Misericordia ha in effetti affidato ai familiari tutto il necessario, mentre il medico è arrivato all’abitazione della signora dopo circa 20 minuti, appena terminata la visita precedente.
Una volta sul posto ha verificato che la signora aveva una ferita lacero-contusa con sanguinamento e ha ritenuto che fosse il caso di prevedere una sutura in Pronto soccorso. Ha comunque effettuato un bendaggio compressivo. Essendo già ripartita l’ambulanza, ne è stata chiamata per il trasferimento in ospedale un’altra, che è arrivata nel giro di circa 25 minuti (a quel punto l’intervento non era urgente, visto che il sanguinamento era stato arrestato).  

Da sottolineare che il consiglio di inviare la paziente in Pronto soccorso era legato anche alla possibile origine traumatica della lesione, che avrebbe potuto necessitare degli accertamenti strumentali che, ovviamente, non era possibile effettuare a domicilio.
 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web