Sicurezza
Capannori, all’asta fondi commerciali nel complesso Airone
Sono una ventina i lotti in vendita per un valore di circa 1,5 milioni
CAPANNORI. Un’asta milionaria con la vendita al miglior offerente di almeno una ventina di fondi commerciali. È la conseguenza del fallimento della società “Il Leccio” Spa di Capannori dopo la richiesta di ammissione a un concordato preventivo non andata a buon fine. A finire all’incanto, con singoli lotti, è gran parte del Centro commerciale Airone sul viale Europa a Lammari.
Nel tempo alcuni negozi sono stati venduti in un complesso nato come operazione di recupero di vecchi capannoni di dismessi di un’azienda di fiori secchi e poi zavorrata dai debiti della società. È l’immobile nella cui parte sud spicca il McDonald’s (estraneo alla vendita) e il cui valore degli immobili periziati sfiora il milione e mezzo di euro. Sono una ventina i fondi commerciali messi in vendita dalla curatela fallimentare – il dottor Davide Marchi di Pietrasanta – nell’ambito della procedura concorsuale disposta dal Tribunale.
I tempi
L’offerta di acquisto dovrà arrivare entro le 13 del 22 gennaio 2024 in via telematica all’interno del portale http: //pvp. giustizia. it, dopo la registrazione, seguendo le indicazioni riportate e contenute nel “manuale utente” disponibile all’interno del portale Pst Giustizia. Ma c’è anche la possibilità dell’offerta cartacea. Sarà possibile presentarla in busta chiusa allo studio del curatore fallimentare sempre il 22 gennaio 2024 dalle 9, 30 alle 13.
Conoscenza offerte
L’apertura delle buste telematiche avverrà il 24 gennaio 2024 a partire dalle 11 nello studio del dottor Marchi. Chi ha inviato il cartaceo parteciperà in presenza davanti al curatore fallimentare, il quale provvederà all’apertura delle buste. Per i “telematici” potranno partecipare alla gara dopo essersi collegati al portale www.spazioaste.it.
L’immobile
Il complesso al piano terra ha una destinazione commerciale che al primo piano diventa.
«Alcune unità immobiliari facenti parte del complesso edilizio risultano essere state vendute ed in parte locate – informa la curatela – . Altre unità immobiliari, ubicate al piano primo, sono ancora da completare internamente con la posa in opera delle pavimentazioni, con il completamento degli impianti ed altre piccole opere interne come di seguito specificato per ogni singola unità immobiliare».
No concorrenza
Nelle prescrizioni dell’asta compare anche una sorta di “divieto” di cui si dovrà fare carico il futuro compratore. Non ci dovranno essere concorrenti evidenti o più o meno occulti di McDonald’S.
Lo aveva preteso e ottenuto il colosso del fast food al momento di comprare il fondo nel 2013.
Si legge nei documenti dell’asta immobiliare: «La parte aggiudicataria si obbliga espressamente ad astenersi dal porre in essere direttamente o tramite i conduttori delle unità immobiliari oggetto di offerta ed in seguito aggiudicati, atti ed attività in concorrenza con l’attività di hamburger restaurant tipica di ristorazione veloce simile a quella della società “McDonald’s development Italy inc».
Vengono anche indicati, a titolo esemplificativo e non esaustivo, pure i marchi che non dovranno insediarsi nei paraggi di McDonald’S.
Eccoli: Autogrill, Pizza Hut, Kentucky Chicken, Taco Bell, Wimpy, Burger King, Pizza Land, Haagen Dazs, Quick, Donkey Donuts, Wendy’s, Submarine Sandwiches, Aubepain, Movenpick, Pans, Subway, Old Wild West, Roadhouse Grill, in conformità a quanto pattuito nel richiamato contratto di vendita in Roma il 23 dicembre 2013». Se le aste dei singoli lotti dovessero andare deserte, il curatore ne fisserà altre con un ribasso stimato dal 10 al 20 per cento.
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